I mobili che vanno di moda hanno la “patina”
Cioè i segni del tempo e dell’uso, che siano naturali – per cui serve pazienza – o creati artificialmente

Negli ultimi tempi sui social e sui giornali specializzati in design di interni è sempre più comune vedere immagini di case molto lontane da quello che solitamente viene chiamato “effetto catalogo”, ovvero quando tutto sembra nuovissimo e preparato per un set fotografico. Al contrario le stanze spesso hanno l’aspetto di essere molto vissute: per quanto arredate con mobili costosi e di pregio contengono degli elementi che rivelano di essere stati usati spesso, per tanto tempo, e di essere tutt’altro che nuovi. Vissuti.
Anche se può sembrare che un tavolo con la vernice scrostata, il top della cucina in legno macchiato o le maniglie della cassettiera in ottone scurito debbano essere sostituiti, in realtà è probabile che siano stati scelti proprio perché vecchi e un po’ rovinati. Questi oggetti creano infatti un effetto che ultimamente è diventato molto ricercato, quello dato dalla cosiddetta “patina”.
La patina è l’effetto che il passare del tempo e l’uso costante creano sulle superfici e il modo peculiare in cui i materiali invecchiano. Il marmo per esempio si macchia e si crepa, il legno si scrosta, l’ottone annerisce. Possono essere considerati dei difetti ma, dopo anni in cui hanno imperversato lo stile scandinavo, ordinato e minimalista, e prima ancora il cosiddetto millennial grey, quel grigio piatto e uniforme che ha caratterizzato gli interni di una generazione, l’imperfezione e gli oggetti con una storia hanno assunto un nuovo valore.
La patina si forma principalmente dal contatto con la pelle – per esempio quando una maniglia di ottone viene toccata tutti i giorni per anni – con l’umidità o con la polvere. «È uno strato superficiale ricco e naturale che si sviluppa nel tempo sugli oggetti vintage e d’antiquariato», ha detto a Homes & Gardens Anthony Barzilay Freund, direttore della piattaforma di compravendita di mobili antichi e di design 1stDibs. «Si forma spontaneamente quando i materiali reagiscono all’ambiente circostante, sia attraverso l’ossidazione sia in risposta all’umidità, alla luce del sole o persino ai minerali e alla polvere presenti nell’aria», ha aggiunto.
Spesso quando si compra un mobile antico è facile scambiare questi segni di invecchiamento con uno strato di sporco, e nell’ambiente dei compratori e rivenditori di mobili d’epoca c’è un grande dibattito sull’opportunità di tenere o togliere questo strato. L’importante, continua Barzilay, è togliere solo lo sporco e fermarsi in tempo per non compromettere la patina.
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Paradossalmente, per quanto dei mobili rovinati possano evocare trascuratezza o ristrettezze economiche, in realtà i materiali che invecchiano naturalmente nella maggior parte dei casi sono pregiati, e quindi piuttosto costosi: la plastica o il laminato di solito non diventano più belli e non acquistano carattere invecchiando. Anche per questo gli oggetti che portano i segni dell’uso e del tempo sono considerati degli elementi che migliorano la stanza e le danno un tocco di eleganza e lusso. Chi non può permettersi di ricomprare dei mobili perché si rovinano cerca infatti di sceglierli di materiali praticamente indistruttibili e che non mostrino i segni del tempo.
Il designer Patrick Williams, che si occupa di restauro e arredo d’interni di edifici storici nel Regno Unito, ha detto alla rivista specializzata House & Garden che con il suo studio utilizza appositamente materiali e finiture che cambiano nel tempo e che favoriscono la formazione della patina. «Crediamo che la migliore sia quella genuina, nata dall’esposizione agli agenti atmosferici o semplicemente dall’uso e dal trascorrere degli anni», ha aggiunto.
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Il modo più semplice per ottenere una casa con patina è arredarla con materiali naturali che potenzialmente possono modificarsi con il tempo, e poi usarli spesso. È probabilmente il metodo più costoso e anche quello che dà risultati più lentamente, visto che bisogna aspettare che effettivamente siano trasformati dall’uso. Al posto del piano cucina in laminato – antimacchia e resistente – se ne può installare uno in legno o in marmo (materiali comunque molto resistenti ma più delicati); invece del lavandino in fragranite, più moderno e resistente ai graffi, se ne può scegliere uno in pietra o in acciaio; e installare delle maniglie in ottone invece di quelle laccate. Aggiunge Williams che, di fatto, quando si arreda una casa in questo modo, i mobili acquisiranno il livello di usura necessario e la patina che si sta cercando nei cinquant’anni seguenti, «quando vengono passati alla generazione successiva».
Non è necessario però che tutta la casa sia antica o spendere tanti soldi: su TikTok diversi arredatori e designer di interni suggeriscono infatti di inserire anche solo un elemento con patina all’interno di una stanza, per darle subito un effetto più vissuto e meno artificiale. Può essere per esempio un oggetto vintage comprato a un mercatino o un complemento d’arredo tramandato in famiglia. Quando si arreda una casa spesso si ha fretta di entrarci e, di conseguenza, si comprano tanti mobili tutti insieme, ottenendo di solito un risultato un po’ da catalogo di arredamento. Questi piccoli elementi invecchiati servono invece per aggiungere un effetto di casa vissuta e dare calore alle stanze.
Tra chi non può o non vuole spendere tanti soldi per comprare mobili in materiali che invecchino in un certo modo, o chi non vuole aspettare che invecchino, molti ricorrono al fai-da-te. Sui social si trovano moltissimi video con consigli su come ottenere un effetto antico e conferire la patina a materiali nuovi. Nel caso dell’ottone per esempio, il consiglio che viene dato è mettere i rubinetti o le maniglie a contatto con i vapori di una soluzione fatta di sale e aceto. Non si tratta però ovviamente di patina vera, creata con l’uso e col tempo, quindi l’effetto risulta spesso un po’ posticcio.



