Sui social c’è una faida tra creator paninari

Tra gestori di locali di fast food va avanti da mesi il "processo di Norimburger", a colpi di videorecensioni, videoaccuse, videoreazioni e videoinsulti

Dal profilo Instagram di Cicciogamer89
Dal profilo Instagram di Cicciogamer89
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Da mesi alcuni creatori di contenuti legati al mondo del cibo e della ristorazione, quasi tutti gestori di paninerie, pubblicano video e video in cui si criticano a vicenda, spesso con toni molto accesi, a volte insultandosi aggressivamente. In certi casi si tratta di recensioni faziose e interessate, realizzate per sminuire la concorrenza ed esaltare i propri prodotti; in altri hanno i contorni di una sorta di “regolamento di conti” tra youtuber (tu hai parlato male di me, io faccio altrettanto); in altri ancora di vere e proprie offese gratuite.

Le migliaia di utenti che li seguono e conoscono l’andazzo hanno dato un nome a tutto questo: “processo di Norimburger”, un gioco di parole che richiama i processi di Norimberga in cui furono condannati i criminali di guerra nazisti. I primi video che hanno dato inizio a questo fenomeno venivano presentati come recensioni imparziali e obiettive, ma (al netto di pochi casi) l’aspetto gastronomico è presto passato totalmente in secondo piano, e tutto è diventato un gioco di antipatie reciproche.

Il “processo di Norimburger” coinvolge vari food blogger (creator che valutano cibo e ristoranti), influencer longevi e molto seguiti che hanno aperto locali propri (tra cui Mirko Alessandrini, noto come Cicciogamer89, che ha più di 3 milioni e mezzo di iscritti su YouTube) e altri che si sono fatti notare più che altro nell’ultimo anno, principalmente per il modo enfatico, egoriferito e testosteronico con cui promuovono i loro prodotti sui social. Ma ne fanno parte anche decine di streamer che trascorrono ore e ore a commentare i loro punzecchiamenti reciproci su Twitter e su YouTube.

Tutto è partito da un video che Giulia Balestra (nota come Giulia Crossbow), una seguita youtuber che si occupa di recensire locali e ristoranti, aveva pubblicato nel giugno dello scorso anno per dare il suo parere sulla panineria di Alessandrini, che si trova a Roma ed è aperta dal 2024. Nel video Balestra aveva criticato la qualità degli ingredienti di alcuni hamburger presenti nel menù, con toni scherzosi ma tutto sommato misurati.

Alessandrini però non l’aveva presa bene, e qualche giorno dopo aveva pubblicato un video in cui “reagiva” a quella recensione in maniera visibilmente aggressiva, facendo intendere che si trattasse di un modo per affossare la reputazione del suo locale e sminuendo le competenze di Balestra.

I video erano circolati moltissimo, e da quel momento in poi sempre più creator che si occupano di cibo hanno iniziato a filmarsi mentre visitavano il locale di Alessandrini per farne di propri, spesso parlandone negativamente.

Tra questi anche Alessandro Bologna, influencer conosciuto con lo pseudonimo di “Franchino er criminale” che negli ultimi quattro anni ha ottenuto un grande seguito, e i colleghi Riccardo Dose e Daniel D’Addetta (Dadda), che pubblicano video su YouTube dal 2013 (il loro canale ha più di 3 milioni di iscritti). Il primo ne aveva parlato con toni denigratori e di aperto sberleffo, i secondi in modo più cauto e rilassato, “bocciando” alcuni panini del menù e apprezzandone altri. In tutti e due i casi, Alessandrini aveva pubblicato video di risposta in cui si era mostrato molto irritato.

Nei mesi successivi l’attenzione si è spostata anche su un’altra panineria: Space Patty, aperta da gennaio e fondata proprio da Dose e D’Addetta. Anche questa ha ricevuto varie videorecensioni negative, tra cui quelle di Alessandrini (che ne ha parlato male per ripicca) e Bologna. Entrambi hanno ottenuto un grande risalto e generato lo stesso risultato, cioè altri video di risposta tesi, seriosi e ampiamente ripresi.

Nel frattempo altri due creator, entrambi gestori di un locale a Milano, sono riusciti ad aumentare moltissimo il proprio seguito in poco tempo: il libanese Abbas Ahmad (conosciuto come «Habibi Yalla»), proprietario di un ristorante di San Donato Milanese molto frequentato; e Vittorio Gucci, ex presentatore televisivo di Food Network e dell’hamburgeria milanese Panino Perfetto.

Hanno generato una grande attenzione soprattutto per via del loro stile comunicativo, che prevede di esaltare al massimo la qualità dei propri prodotti (lo shawarma, nel caso di Abbas; lo smash burger, in quello di Gucci), demolendo al contempo quelli dei concorrenti.

In questi mesi poi si sono create anche delle specie di “fazioni”. Gucci e Abbas per esempio vanno d’accordo, si sponsorizzano a vicenda e fanno spesso comunella tra loro, sia per scambiarsi complimenti reciproci sulle loro attività, sia per svilire quelle altrui. Per via di questi atteggiamenti, i locali di Abbas e Gucci sono diventati a loro volta oggetto di recensioni e commenti da parte di alcuni tra i creator coinvolti.

A gennaio per esempio avevano raccontato di essere stati cacciati dall’osteria che Bologna (che aveva litigato con entrambi sui social) gestisce a Torino, anche se il diretto interessato non ha mai confermato.

Anche Balestra e Bologna collaborano spesso, anche perché si occupano della stessa cosa: negli ultimi quattro anni si sono costruiti un pubblico molto affezionato grazie ai loro video, che mettono spesso in evidenza che l’esperienza offerta ai food blogger coinvolti nelle campagne promozionali può essere molto diversa da quella dei clienti comuni.

Ci sono poi creator più defilati e che non parteggiano per nessuno, ma che vengono tirati in mezzo al “processo di Norimburger” perché anche loro gestiscono dei locali, come Giovanni Fois (titolare della kebaberia KeBest) e “Mocho” (Massimo Novati), il fondatore di Meat Crew, una catena di fast food milanese molto apprezzata.

Nel frattempo attorno al “processo di Norimburger” si è creato tutto un ecosistema di streamer che, di settimana in settimana, ne raccontano gli sviluppi in lunghissime dirette (e quando possono buttano benzina sul fuoco). Tra i più famosi ci sono DBG_Lelex, NanniTwitch e Mr. Flame (Gianluca Miele), uno degli ex conduttori del Cerbero Podcast. E ci sono anche dei format interamente dedicati al tema: uno dei più famosi consiste nel fare un “blind test” di tutti i panini del “processo di Norimburger” (cioè provarli da bendati) per stabilire quale sia il migliore.

– Leggi anche: I content creator si buttano sulle paninerie