Il Pakistan dice che c’è un accordo tra Iran e Stati Uniti
Trump l'ha confermato, l'Iran non ancora, e non si sa quali siano le condizioni

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha detto che Iran e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per mettere fine alla guerra. Il Pakistan è il paese che media tra di loro. Il presidente statunitense Donald Trump ha confermato l’accordo con un post molto enfatico sul suo social Truth, mentre il regime iraniano ancora no.
Da giorni Trump dava un accordo per imminente. Sharif ha scritto che l’accordo sarà firmato venerdì 19 giugno in Svizzera e che prevede la fine «immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano». Proprio la prosecuzione degli attacchi israeliani in Libano, compresi quelli delle scorse ore, aveva rischiato di far saltare i cessate il fuoco già in vigore e portato ad attacchi sporadici.
Sharif ha detto anche che nei prossimi giorni ci saranno alcuni incontri propedeutici a formalizzare l’accordo nei suoi aspetti tecnici, prima della cerimonia della firma (in questi giorni si era parlato della possibilità che venisse sottoscritto a distanza). Non si sa, però, cosa contenga l’accordo né cosa preveda sulla questione dirimente del programma nucleare iraniano, su cui il regime non si era mostrato disposto a fare concessioni.
Nel suo post su Truth, Trump ha sostenuto che l’accordo con l’Iran sia «completo» e di avere autorizzato la riapertura totale dello stretto di Hormuz, dichiarando concluso il blocco navale imposto ad aprile dalle forze statunitensi ai porti iraniani. Nel messaggio Trump sostiene anche che il traffico marittimo sarà «senza pedaggi», che l’Iran chiedeva da marzo e che sembravano destinati a restare nella futura gestione dello stretto tanto che c’erano trattative con l’Oman (il paese sull’altra sponda).
La tv iraniana ha riferito l’annuncio del Pakistan, ma per ora nessun esponente del regime l’ha commentato pubblicamente. In tv, comunque, è stato raccontato come una vittoria dell’Iran che, secondo questa narrazione, avrebbe costretto gli Stati Uniti a interrompere la guerra.
Funzionari iraniani hanno detto al New York Times che il regime ha annullato un attacco contro Israele che era previsto come ritorsione per i bombardamenti israeliani di domenica su Beirut, in Libano. Trump si era arrabbiato per i bombardamenti, dicendo che «non sarebbero dovuti succedere» e che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non aveva «un cazzo di giudizio». Negli scorsi giorni Trump aveva più volte chiesto, invano, di fermarsi a Netanyahu.



