Una serie tv che si è fatta notare, tra la commedia e l’horror

“Widow’s Bay” è uscita su Apple TV un po’ in sordina, ma è diventata una delle più consigliate e meglio recensite delle ultime settimane

Una scena in cui Matthew Rhys e Stephen Root entrano insieme in una camera dell'albergo
Gli attori Matthew Rhys e Stephen Root, in primo piano, in una scena della serie (Apple TV/Courtesy Everett Collection/contrasto)
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Quando Widow’s Bay era uscita con i primi due episodi, alla fine di aprile, in molti non se l’erano filata e Apple TV non aveva fatto particolari sforzi per promuoverla. Da alcuni giorni però, soprattutto per effetto del passaparola, è diventata la serie della piattaforma più seguita al mondo e una delle meglio recensite in generale delle ultime settimane.

«Se posso permettermi, a mio parere, Widow’s Bay potrebbe benissimo essere la miglior serie in streaming degli ultimi tempi… e senza dubbio uno degli esempi più affascinanti di virtuosismo narrativo nell’horror», ha scritto il regista e sceneggiatore messicano Guillermo del Toro. È un’opinione rilevante, non solo per la reputazione di del Toro ma per il genere della serie, di cui è considerato esperto: un horror con elementi fantasy e folcloristici. A questi, Widow’s Bay aggiunge quelli classici della commedia americana, ma in modo calibrato ed eccezionalmente disinvolto, trovando un equilibrio abbastanza atipico nel genere della commedia horror. Che è anche il motivo per cui non ha molto senso paragonarla ad altre serie o film, anche se alcuni critici hanno citato Twin Peaks.

La serie è stata sceneggiata da Katie Dippold (Parks and Recreation) e diretta in parte da Hiro Murai (Atlanta, Station Eleven, The Bear). Racconta la storia del sindaco di una piccola città su un’isola senza wifi nel New England, padre e single, che va in brodo di giuggiole quando un giornalista del New York Times scrive che l’isola potrebbe diventare un’ambita meta turistica. C’è però il problema che Widow’s Bay (“la baia della vedova”) è maledetta. Il sindaco cerca di non crederci e di dissuadere gli abitanti più squilibrati dal dare credito a questa leggenda popolare, ma sull’isola in effetti cominciano a succedere cose poco spiegabili. La storia è un po’ come Lo squalo, ma dalla prospettiva del sindaco dell’isola, scrive The New Republic.

Tra i punti di forza della serie, «la più audace e bizzarra di Apple TV» secondo Collider, ci sono la versatilità e la comicità fisica dell’attore che interpreta il sindaco: Matthew Rhys (The Americans, The Beast in Me). Le sue reazioni agli eventi, sconcertate e goffe ma quasi sempre credibili, allentano la tensione e controbilanciano con gag e battute l’inquietudine di molte scene che altrimenti sarebbero paurose e basta. E anche il resto del cast, che include Kate O’Flynn, Stephen Root e Dale Dickey, funziona più o meno per le stesse ragioni.

Il lento ma costante successo della serie, che all’inizio non ne aveva riscosso molto, ha indotto Apple ad annunciare una seconda stagione, come confermato dall’autrice. «A meno che Apple non abbia segretamente sperimentato una nuova strategia che prevede di pagare direttamente tutti quelli che conosco per dirmi quanto sono belle le sue serie, Widow’s Bay è diventata la serie televisiva di maggior successo degli ultimi anni grazie al passaparola», ha scritto Stuart Heritage sul Guardian.

Una possibile spiegazione del perché la serie ci abbia messo settimane ad attirare molte attenzioni è proprio la difficoltà iniziale ad associarla a un genere definito. Di solito è più difficile promuovere serie e film di generi ibridi, e ci sono parti in cui Widow’s Bay, oltre che una commedia horror, potrebbe sembrare anche un thriller, un giallo o un horror psichedelico. In un certo senso, mescola tutte queste cose insieme, ma spesso in questi casi l’equilibrio alla fine è sbilanciato, ha scritto Heritage, mentre invece Widow’s Bay funziona benissimo sia come commedia sia come horror. E infatti c’è chi la descrive come la serie più inquietante dell’anno e, allo stesso tempo, chi la descrive come la più divertente.

Il successo a rilento potrebbe dipendere anche dalla scelta di Apple TV di pubblicare, come per le altre sue serie, un solo episodio a settimana, con l’obiettivo di fidelizzare gli spettatori e attrarne di nuovi. È un approccio condiviso da altre piattaforme come Prime Video e Disney+, e tende a spalmare l’attenzione del pubblico su un periodo più lungo anziché concentrarla ed esaurirla in breve tempo. Non sempre funziona, ma con Widow’s Bay evidentemente sì, forse anche perché nella seconda metà la serie diventa meno ambigua nel genere (più cupa e meno comica).

Indipendentemente dall’eccezionale ambiguità del suo genere, secondo diversi critici Widow’s Bay funziona anche per ragioni più ovvie e convenzionali. Innanzitutto perché racconta una storia piena di stereotipi efficaci, come l’eccentricità degli abitanti di provincia e l’inettitudine di alcuni impiegati comunali. Ma lo fa in un modo originale, per portare avanti la storia e rappresentare le preoccupazioni, le gioie e le idiosincrasie di una piccola comunità. E senza mai dilungarsi in ripetizioni messe apposta dagli sceneggiatori per soddisfare le richieste dei produttori.