Silvia Salis dice che farà la sindaca di Genova per altri 4 anni

Ha risposto in modo perentorio alle ennesime domande su un suo possibile ruolo da leader nazionale: «Sono sicura che non cambierò mai idea»

Silvia Salis negli studi della trasmissione Otto e mezzo, condotta su La7 da Lilli Gruber, a ottobre del 2025 (Mauro Scrobogna/LaPresse)
Silvia Salis negli studi della trasmissione Otto e mezzo, condotta su La7 da Lilli Gruber, a ottobre del 2025 (Mauro Scrobogna/LaPresse)
Caricamento player

Silvia Salis ha detto che vuole restare sindaca di Genova fino alla fine del suo mandato, cioè per altri quattro anni, e che quindi non intende candidarsi a leader del centrosinistra per le prossime elezioni politiche del 2027. La sua candidatura alle politiche era una possibilità di cui si parla da un po’ di tempo con una certa enfasi, e caldeggiata anche da importanti politici di centrosinistra, perché Salis è diventata molto popolare anche fuori dalla sua città. Durante la conferenza stampa organizzata per il primo anno del suo mandato ha risposto alle domande di un giornalista a questo proposito in maniera molto decisa: «Io sono la sindaca di Genova e rimango la sindaca di Genova».

Le è stato poi chiesto esplicitamente se è sicura che la sua posizione non possa cambiare da qui alle elezioni politiche, e ha risposto in modo altrettanto netto: «Sono sicura che non cambierò mai idea perché come vi ho sempre detto questo è il mandato che mi hanno dato in questa città e lo porterò avanti nei cinque anni che ci aspettano».

Salis è stata molto perentoria su una possibilità che finora aveva generalmente escluso, ma su cui in qualche occasione aveva lasciato trasparire qualche ambizione, con molta cautela. Ad aprile una sua intervista all’agenzia statunitense Bloomberg aveva creato un po’ di scompiglio nella coalizione di centrosinistra che viene spesso chiamata “campo largo” (che comprende Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva). In quell’occasione aveva detto che l’idea che molti la proponessero come leader del centrosinistra era «interessante» e la lusingava, e soprattutto che «di fronte a una richiesta unitaria [della coalizione] non posso dire che non la prenderei nemmeno in considerazione, sarebbe una bugia».

Aveva comunque sempre negato di volersi candidare a eventuali primarie del centrosinistra, quelle che dovrebbero servire a decidere quale leader debba guidare la coalizione alle elezioni politiche, e quindi proporsi come candidato presidente del Consiglio: è una procedura a cui si è sempre detta contraria, perché secondo lei contribuirebbe ad accentuare le divisioni tra i partiti della coalizione.

Nella conferenza stampa per il suo primo anno di mandato ha ridimensionato anche quello che aveva detto a Bloomberg, spiegando che le sue frasi erano state isolate in modo da trarne conclusioni un po’ affrettate e sensazionalistiche: «Se Bloomberg avesse riportato tutta la risposta non sarebbe stato attrattivo, è il gioco delle parti. Un conto è dire “sicuramente sono proposte che fanno riflettere, ma io sono la sindaca di Genova”, un conto è dire “mi hanno fatto una proposta e questo mi ha fatto riflettere”. «È sempre la stessa risposta ma viene riportata solo la prima parte».

Salis è stata eletta sindaca a maggio del 2025, quindi il suo mandato scadrebbe nel 2030. Ex sportiva e dirigente del CONI, il comitato olimpico nazionale, fino alle elezioni non aveva avuto esperienze di politica attiva: aveva vinto le elezioni in maniera netta, battendo il candidato del centrodestra Pietro Piciocchi.

Le attenzioni su di lei hanno diverse ragioni: un po’ sono dovute al fatto che sa comunicare in maniera molto efficace, un po’ al modo in cui è stata eletta, a capo di un’ampia coalizione di centrosinistra. Il suo profilo sembra insomma adatto a unire sia partiti più centristi che partiti più di sinistra. Salis ha detto che comunque tutte queste attenzioni sono positive per la città: «Credo che non si sia mai parlato così tanto di Genova», ha detto, «per il dinamismo, per gli eventi legati ai giovani, anche per elementi di posizionamento della città che la rendono visibile e sempre più interessante. In questo senso credo che non ci sia niente di sbagliato».

– Leggi anche: L’intervista di Francesco Costa a Silvia Salis, su Wilson