La Corte Suprema ha vietato all’Alabama di eseguire una condanna a morte con il contestato metodo dell’ipossia da azoto

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha vietato all’Alabama di eseguire la condanna a morte di un uomo con il contestato metodo dell’ipossia da azoto, che diverse organizzazioni non governative, compresa l’ONU, ritengono contrario ai diritti umani e paragonabile a una forma di tortura. Al condannato viene fatta indossare una maschera facciale da cui respirare azoto: la morte avviene nel giro di alcuni minuti per privazione di ossigeno, cioè soffocando.
Negli Stati Uniti la pratica era stata usata per la prima volta nel gennaio del 2024 proprio in Alabama, dove da allora con questo metodo sono state uccise sette persone (un’altra è stata uccisa in Louisiana). Di recente due tribunali avevano bloccato il suo impiego, ritenendo che violasse il divieto stabilito dalla Costituzione di imporre pene crudeli e inusuali: giovedì l’Alabama aveva fatto appello alla Corte Suprema poche ore prima dell’esecuzione della condanna a morte di Jeffery Lee, un 49enne condannato da oltre vent’anni per aver ucciso due persone durante una rapina nel 1998. Con la decisione della Corte Suprema l’esecuzione è stata bloccata: lo stato potrà comunque procedere con un altro metodo.
Al momento negli Stati Uniti la pena di morte è legale in 27 stati. Alcuni, come Colorado e Virginia, l’hanno abolita in tempi recenti. Il governo dell’Alabama invece ha avviato una revisione delle procedure, per fare in modo che siano più efficaci di quelle usate in precedenza.
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