Giorgia Meloni vuole che i contenuti realizzati con l’AI vengano segnalati

«La Meloni è nuda perché è stato fatto con l’intelligenza artificiale», ha detto riferendosi a un esempio che la riguarda

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Alessandro Di Meo/Ansa)
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Alessandro Di Meo/Ansa)
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Mercoledì durante l’assemblea di Confcommercio, la principale associazione dei commercianti italiani, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di una sua proposta fatta a livello internazionale per obbligare a segnalare le foto e i video realizzati con l’intelligenza artificiale pubblicati online. Meloni propone che venga scritto in sovrimpressione che i contenuti sono stati prodotti con l’intelligenza artificiale. La proposta, che non era stata annunciata in precedenza e di cui Meloni ha dato pochi dettagli, in realtà ricalca vincoli già previsti dal regolamento europeo chiamato AI Act, la prima legge al mondo per regolamentare lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale, che entreranno in vigore nell’Unione Europea il 2 agosto 2026.

Durante l’intervento Meloni ha detto, con piglio scherzoso: «Se vedi la Meloni in camicia da notte sul letto mezza nuda, non pubblicare la foto dicendo: “si può un Presidente del Consiglio dei Ministri presentare così?” Perché ci sarà scritto che la Meloni è nuda perché è stato fatto con l’intelligenza artificiale».

Non era un esempio casuale: Meloni alludeva a un episodio recente che l’ha coinvolta personalmente: a maggio aveva ripubblicato il post di un utente di Facebook che commentava come se fosse vera un’immagine in cui si vedeva il suo volto sul corpo di una donna in biancheria intima, dicendo che era «vergognoso» che «una presidente del Consiglio si presenti in queste condizioni».

In quel caso Meloni aveva sottolineato i rischi rappresentati dai deepfake, cioè video artefatti ma molto realistici, e aveva invitato gli utenti a verificare i contenuti che condividevano.

Aveva anche scritto che «i deepfake sono uno strumento pericoloso, perché possono ingannare, manipolare e colpire chiunque. Io posso difendermi. Molti altri no». E aveva poi aggiunto: «Una regola dovrebbe valere sempre: verificare prima di credere, e credere prima di condividere. Perché oggi capita a me, domani può capitare a chiunque».