Wim Wenders ha detto che ritirerà il suo film “Falso Movimento” per una scena di nudo dell’attrice Nastassja Kinski, allora tredicenne

Nastassja Kinski e Wim Wenders durante una conferenza stampa nel 1984 (AP Photo/Michel Lipchitz)
Nastassja Kinski e Wim Wenders durante una conferenza stampa nel 1984 (AP Photo/Michel Lipchitz)

Il regista tedesco Wim Wenders ha detto che bloccherà la distribuzione del suo film del 1975 Falso movimento (Falsche Bewegung nella versione originale) a causa delle pressioni dell’attrice Nastassja Kinski, che è a sua volta tedesca e in una scena del film fu ripresa a petto nudo quando aveva 13 anni.

La settimana scorsa, in un’intervista alla testata tedesca Süddeutsche Zeitung, Kinski aveva raccontato di aver chiesto per anni a Wenders di rimuovere dal film la sequenza, in cui lei appariva con addosso solo un paio di slip su un letto, con un uomo molto più grande di lei che prima le dava uno schiaffo e poi la accarezzava. Nell’intervista ha raccontato che si era sentita molto a disagio già allora, che secondo lei quella scena non avrebbe mai dovuto essere girata e che Wenders, un regista affermato e molto influente, avrebbe dovuto proteggerla di più. Finora però Wenders si era rifiutato di assecondare la sua richiesta.

L’intervista era stata ripresa prima da altre testate tedesche e poi dai media stranieri, anche in Italia, e negli ultimi giorni ne era nato un caso. In un post pubblicato su Instagram, Wenders ha detto di riconoscere che Kinski avrebbe dovuto essere tutelata maggiormente, e che per questo si scusava con lei, «senza se e senza ma». Il regista ha aggiunto che le reazioni e i commenti a quell’intervista hanno «contribuito in modo significativo» a fargli comprendere la posizione di Kinski.

Concretamente, Wenders ha annunciato che la Wim Wenders Foundation, l’organizzazione non profit che possiede i diritti di Falso movimento, smetterà di cederli per qualsiasi forma di distribuzione e proiezione. A breve piattaforme streaming, canali televisivi e partner di distribuzione della fondazione dovrebbero ricevere le necessarie indicazioni per bloccare l’accesso del pubblico al film, che per il momento è disponibile anche in Italia su alcune piattaforme on-demand.