Otto attivisti italiani della spedizione di terra della Flotilla sono arrivati in Italia dopo essere stati espulsi dalla Libia

Otto attivisti italiani che partecipavano alla spedizione di terra della Global Sumud Flotilla, che da aprile sta attraversando il Nord Africa con l’obiettivo di consegnare cibo e beni di prima necessità alla popolazione della Striscia di Gaza, sono arrivati in Italia dopo essere stati bloccati con violenza e poi espulsi dall’esercito della Libia. Il convoglio si era fermato vicino alla città di Sirte, in attesa di ricevere l’autorizzazione a passare dalla parte occidentale della Libia (controllata dal governo riconosciuto dalla comunità internazionale) a quella orientale (controllata dal generale Khalifa Haftar).
Gli attivisti erano stati portati a Misurata, città nell’ovest della Libia circa a metà strada fra Sirte e la capitale Tripoli. Da lì erano stati messi su un volo per Istanbul: sei sono arrivati a Roma mercoledì mattina, due a Venezia nel pomeriggio.
I componenti del gruppo avevano denunciato di essere stati attaccati lunedì sera dai militari libici, che avevano strattonato e picchiato chi opponeva resistenza. Il giorno precedente dieci attivisti, fra cui due italiani, che erano andati al confine con la zona controllata dal governo orientale erano stati arrestati dalle autorità della Libia orientale, accusati di ingresso illegale e trasferiti a Bengasi, città dove ha sede il governo locale. L’organizzazione della Global Sumud Flotilla ha denunciato l’assenza di comunicazioni sulle loro condizioni di salute e di detenzione da parte delle autorità della Libia orientale.


