I candidati sindaci di Venezia hanno parlato molto del problema dei problemi

E cioè lo spopolamento del centro storico, sul quale non hanno idee così diverse

Campo San Vio a Venezia, 4 aprile 2026 (Emanuele Cremaschi/Getty Images)
Campo San Vio a Venezia, 4 aprile 2026 (Emanuele Cremaschi/Getty Images)
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Il contatore nella vetrina della farmacia in campo San Bortolomio, dove c’è il ponte di Rialto, segna 47.652. È il numero degli abitanti del centro storico di Venezia, cioè dei “sestieri” (i quartieri) e dell’isola della Giudecca, stabilmente in calo da oltre settant’anni. Nonostante se ne parli da tempo, è stato un inevitabile argomento di dibattito anche nella campagna elettorale per le prossime elezioni comunali, che si terranno il 24 e il 25 maggio.

Venezia è uno dei maggiori capoluoghi di provincia in cui si vota. I candidati sindaci sono otto, ma quelli che hanno davvero possibilità di essere eletti sono due: Andrea Martella, senatore del Partito Democratico e attuale segretario regionale del PD, e Simone Venturini, assessore alla Coesione sociale della giunta uscente di Luigi Brugnaro. Martella è sostenuto da tutto il campo largo cosiddetto (oltre al PD, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa). Venturini è sostenuto da un’ampia coalizione di centrodestra.

La legge italiana impone che non si possano pubblicare sondaggi nei quindici giorni precedenti a una votazione; gli ultimi pubblicati prima delle elezioni davano Martella in vantaggio di sei/sette punti percentuali rispetto a Venturini. Una sua vittoria sarebbe sorprendente, dopo dieci anni di amministrazione di centrodestra nella città capoluogo di una regione stabilmente governata dalla Lega. Martella peraltro viene “da fuori” perché è di Portogruaro, un comune nella città metropolitana di Venezia, e ha fatto politica principalmente a livello nazionale, oltre che a Portogruaro. Venturini invece è entrato per la prima volta in consiglio comunale a Venezia quando aveva 22 anni: oggi ne ha 38.

Sia Martella che Venturini hanno dato gran risalto al tema della casa e dello spopolamento del centro storico. Già nel 2005 gli abitanti erano più di 62mila, nettamente meno degli oltre 100mila che c’erano fino al 1977.

Le cause sono molte e vanno oltre il generale calo demografico. In un libro recente intitolato 100 idee per Venezia, curato per il progetto “Ri-Pensare Venezia” dalla Fondazione Gianni Pellicani che da anni studia la città, ne vengono spiegate diverse: si parla per esempio della riduzione delle case per i residenti provocata dall’aumento di quelle destinate agli affitti brevi; del costo della vita elevatissimo; del calo drastico dei servizi di vicinato, spesso sostituiti da negozi per turisti; e di un mercato del lavoro monopolizzato dal turismo, in cui gli stipendi sono normalmente bassi e poco attrattivi per le persone giovani.

Una turista si fa un selfie dal ponte dell’Accademia, su Canal Grande, 4 aprile 2026 (Emanuele Cremaschi/Getty Images)

Secondo gli autori e le autrici di 100 idee per Venezia, il grande problema è che oggi la città «è sottoposta a una pressione logistica e strutturale insostenibile», in un modo che compromette la vita quotidiana di chi la abita ma anche l’esperienza dei visitatori. Risolvere il problema dello spopolamento significa evitare che Venezia «si trasformi da città abitata a mero luogo di passaggio».

– Leggi anche: Gli affitti brevi nelle grandi città, in otto mappe

Martella ha definito questo problema «la grande questione politica» della città, e ha detto che «ripopolare è la grande condizione di tutto». Secondo Martella l’amministrazione di Brugnaro è stata fallimentare, perché negli ultimi anni la città «ha perso servizi, opportunità e popolazione».

Martella intende elaborare un ambizioso “piano casa”, cioè un insieme di misure per contrastare la crisi abitativa, che prevede tra le altre cose di creare un’agenzia per la casa per aiutare a incrociare le richieste e le offerte di abitazioni, coordinando il lavoro di comune, proprietari, associazioni e sindacati. Il piano prevede anche di riqualificare gli alloggi popolari: nel programma si legge che il 20 per cento del totale risulta sfitto.

Andrea Martella, candidato sindaco per il centrosinistra a Venezia, 10 dicembre 2019 (Fabio Cimaglia/LaPresse)

Secondo Martella è inoltre necessario regolamentare gli affitti brevi, limitandone l’espansione. Il programma insiste sulla necessità di trasformare la città in modo tale che possa tornare a essere un posto vivibile per chi ci vuole stare: si parla di lavoro, servizi di prossimità, sanità pubblica, trasporti, e anche della possibilità di destinare parte delle entrate turistiche ad alcuni di questi ambiti. A sostenere Martella c’è anche Matteo Secchi, fondatore del sito Venessia.com e inventore del contatore di San Bartolomio. Secchi è candidato in consiglio con la lista civica “Venezia è tua”.

Venturini, il candidato sindaco per il centrodestra, è assessore uscente con delega anche al Turismo e alle Politiche della residenza. Anche lui ha assicurato in una recente intervista al Foglio che «il tema dell’abitare sarà centralissimo». La sua idea sullo spopolamento è che «la residenzialità non si difende con i sussidi, i convegni o i picchetti, ma con la qualità della vita e servizi mirati».

A febbraio, a ridosso dell’inizio della campagna elettorale, aveva annunciato l’apertura di una “agenzia per l’abitare”, cioè un servizio simile alla proposta di Martella per accompagnare chi cerca casa e chi la affitta. Per il progetto, finanziato con tre milioni di euro per tre anni, sono stati aperti due sportelli a Mestre e nel sestiere di Cannaregio, a nord del centro storico, che offrono orientamento per le ricerche e varie consulenze.

Simone Venturini, candidato sindaco del centrodestra a Venezia, 18 maggio 2026 (ANSA/UFFICIO STAMPA)

Oltre al piano casa (all’inizio della campagna elettorale Venturini aveva detto di avere assegnato già oltre 1.200 alloggi durante il suo mandato) e alla riqualificazione degli immobili esistenti, il programma di Venturini punta molto anche sulla possibilità di attrarre ricercatori, studenti e lavoratori digitali per ripopolare Venezia, e sulla necessità di completare alcune grandi opere già avviate per migliorare i trasporti.

Anche per Venturini c’è bisogno di gestire in modo diverso i flussi turistici affinché non abbiano un impatto negativo sugli abitanti, anche se a suo parere il fatto che interi palazzi siano stati trasformati in strutture ricettive senza passare dal consiglio comunale è da imputare alle giunte di centrosinistra che hanno preceduto quella di Brugnaro.