Sono state archiviate le accuse contro Kilmar Abrego Garcia, ingiustamente espulso e poi rimpatriato negli Stati Uniti

Kilmar Abrego Garcia (AP Photo/George Walker IV, File)
Kilmar Abrego Garcia (AP Photo/George Walker IV, File)

Venerdì un giudice statunitense ha archiviato le accuse contro Kilmar Abrego Garcia, un uomo salvadoregno che nei mesi scorsi era diventato un simbolo degli abusi del governo statunitense nei confronti dei migranti. Abrego Garcia era stato accusato dal governo degli Stati Uniti di tratta di esseri umani. Il tribunale però ha archiviato il caso, sostenendo che le accuse fossero state solo un tentativo del governo di «vendicarsi» nei suoi confronti, perché si era opposto alla sua espulsione.

Abrego Garcia era immigrato negli Stati Uniti. Nell’aprile del 2025 era stato espulso verso El Salvador, nonostante avesse un regolare permesso di soggiorno, ed era stato imprigionato in un carcere di massima sicurezza a El Salvador, in condizioni disumane. Il suo caso aveva avuto molta risonanza. Un tribunale federale degli Stati Uniti aveva ordinato al governo di riportarlo indietro, ma il governo si era opposto. Alla fine era intervenuta la Corte Suprema statunitense, che aveva chiesto e ottenuto che Abrego Garcia venisse riportato negli Stati Uniti.

Dopo che Abrego Garcia era tornato negli Stati Uniti, nell’agosto del 2025, il governo lo aveva accusato di tratta di persone migranti senza documenti, e lui era stato arrestato una seconda volta. Il governo aveva minacciato di espellerlo nuovamente, parlando di portarlo in Uganda.

Abrego Garcia si era dichiarato innocente e aveva detto che il governo lo stava perseguendo solo per punirlo di essersi opposto alla sua prima espulsione. Il giudice gli ha dato sostanzialmente ragione, sostenendo che l’amministrazione Trump volesse semplicemente vendicarsi contro di lui.