Il governo ha di nuovo prorogato la riduzione delle accise sui carburanti
E ha approvato altre misure a sostegno di autotrasportatori e agricoltori, sempre per via della guerra in Medio Oriente

Venerdì il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto per prorogare di due settimane la riduzione delle accise sui carburanti. Il decreto mantiene lo sconto precedentemente in vigore per la benzina, di 5 centesimi al litro, ma riduce quello sul gasolio, portandolo da 20 a 10 centesimi al litro. La misura costerà circa mezzo miliardo di euro.
La riduzione delle accise era stata decisa per la prima volta a marzo. Da allora è stata più volte prorogata, e la decisione di oggi era prevista. Nei piani del governo dovrebbe servire a contrastare l’aumento dei prezzi del carburante provocato dalla guerra in Medio Oriente e dalla chiusura dello stretto di Hormuz, che l’Iran controlla e dal quale passa circa un quinto del petrolio commerciato nel mondo.
Il Consiglio dei ministri ha approvato anche altre misure per sostenere i settori in difficoltà a causa della guerra e della chiusura dello stretto. Ha deciso di stanziare 200 milioni per il settore degli autotrasportatori, per compensare ulteriormente l’aumento del prezzo dei carburanti, e 100 milioni per gli agricoltori, per compensare i prezzi in crescita dei fertilizzanti e del gasolio per i mezzi agricoli.
In entrambi i casi gli aiuti saranno stanziati come crediti d’imposta: il governo cioè li toglierà dalle tasse che devono pagare.
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Benché favorisca i consumatori, in realtà il taglio delle accise è una misura potenzialmente controproducente: in un momento di scarsità di carburante, come quello attuale, sarebbe meglio cercare di diminuire la domanda, e quindi fare in modo che le persone ne utilizzino meno. Le accise fanno proprio il contrario: mantenendo artificialmente bassi i prezzi, incentivano a comprare il carburante, contribuendo quindi a consumarlo e aggravando la penuria.



