È morto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food

Ovvero la più importante associazione italiana per la cultura ecosostenibile del cibo: aveva 76 anni

(ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)
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Carlo Petrini, sociologo e gastronomo noto per aver fondato Slow Food, l’organizzazione che promuove la produzione sostenibile di cibo in Italia, è morto a 76 anni. Era nato a Bra, in provincia di Cuneo, ed era conosciuto col soprannome di “Carlin”.

Nel 1986 Petrini, che nel decennio precedente aveva scritto di cibo e ristoranti su diversi quotidiani e riviste, decise di fondare un’associazione che promuovesse la storia culinaria italiana e un modello di gastronomia sostenibile dal punto di vista economico e ambientale, rispettoso della biodiversità, attento alla salute dei consumatori e fondato su tecniche di coltivazione naturali e non invasive. Inizialmente la chiamò Arcigola, ma poi si inventò un nuovo nome, che sottintendeva anche un obiettivo politico: “slow food”, a rimarcare la sua incompatibilità con i fast food, modello di ristorazione che in quegli anni stava iniziando a diffondersi anche in Europa.

In pochi anni Slow Food si fece conoscere anche fuori dall’Italia, e dal 1989 diventò un’organizzazione internazionale. Petrini fece conoscere l’attività dell’associazione grazie a una serie di eventi ideati da lui stesso. I più famosi sono Cheese, un evento dedicato ai formaggi che si tiene a Bra in Piemonte, e il Salone del gusto di Torino. Fin dalla fondazione Slow Food si distinse per la sua netta contrarietà alla diffusione degli alimenti geneticamente modificati (OGM), e agli studi scientifici dedicati al tema.

Dal 1999 Slow Food cominciò a rilasciare delle certificazioni di qualità, con disciplinari simili a quelli dei marchi IGP e DOP: il “presidio Slow Food”, indirizzato principalmente alle varietà vegetali a rischio di estinzione e a produzioni rare e tradizionali. Il presidio Slow Food viene assegnato in seguito a una valutazione del comitato scientifico dell’associazione, e non da enti governativi; di conseguenza, non si tratta di una certificazione ufficiale.

Ma ottenerla dà un certo prestigio e comporta comunque molti vantaggi per le aziende, anche perché i loro prodotti vengono promossi attraverso manifestazioni come il Salone del Gusto, Terra Madre e gli eventi organizzati dalla stessa Slow Food.

Dal 1990 Slow Food ha fondato anche una casa editrice che pubblica una guida tenuta in grande considerazione dagli addetti ai lavori: si chiama Osterie d’Italia, e ogni anno segnala decine di ristoranti che l’associazione considera compatibili con i suoi valori. Nel 2004 Petrini, sempre attraverso Slow Food, fondò a Bra l’Università di Scienze Gastronomiche, anche conosciuta come Università di Pollenzo per via della frazione in cui ha sede.

Prima di dedicarsi a Slow Food, Petrini aveva lavorato alla creazione della rivista Gambero Rosso, che inizialmente era un supplemento del manifesto.  Aveva collaborato anche con l’Unità, con la Stampa e con Repubblica, scrivendo di vini e cibo.