In Turchia un tribunale ha obbligato il principale partito di opposizione a cambiare la sua dirigenza

Özgür Özel ad Ankara, in Turchia, ad aprile del 2025 (AP Photo/Ali Unal)
Özgür Özel ad Ankara, in Turchia, ad aprile del 2025 (AP Photo/Ali Unal)

In Turchia una Corte di appello della capitale Ankara ha emesso una sentenza che obbliga il principale partito di opposizione, il Partito Popolare Repubblicano (CHP), a cambiare la sua dirigenza: fra le altre cose annulla la nomina a segretario di Özgür Özel, il più importante esponente dell’opposizione turca ancora in libertà. È considerata l’ennesima causa pretestuosa intentata dal governo autoritario del presidente Recep Tayyip Erdogan per ostacolare l’opposizione in vista delle elezioni presidenziali, previste per il 2028.

La Corte ha stabilito che il posto di Özel dovrà essere preso dal suo predecessore, Kemal Kilicdaroglu, che venne sconfitto alle presidenziali del 2023 e che da tempo ha molto ridotto i suoi impegni in politica. La causa infatti ha annullato il congresso del partito del 2023 in cui Özel era stato eletto segretario, accogliendo le accuse secondo cui ci sarebbero state delle irregolarità formali nel voto. Le accuse erano state sostenute dal governo, e in Turchia la magistratura non è indipendente.

La sentenza di giovedì ha accolto le accuse e ha annullato gli atti di quel congresso e di quelli successivi. Ha aggirato così anche il tentativo del CHP di tutelare Özel organizzando un nuovo congresso e rieleggendolo, nel settembre del 2025. Il nuovo congresso aveva spinto il tribunale di primo grado ad archiviare il processo.

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