Nella Repubblica Democratica del Congo si è sviluppato un nuovo focolaio di ebola

Alcuni operatori sanitari accompagnano un bambino sospettato di aver contratto il virus ebola in un centro di cura dedicato all'ebola nel Congo orientale, 9 settembre 2018 (AP/Al-hadji Kudra Maliro)
Alcuni operatori sanitari accompagnano un bambino sospettato di aver contratto il virus ebola in un centro di cura dedicato all'ebola nel Congo orientale, 9 settembre 2018 (AP/Al-hadji Kudra Maliro)

Il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie dell’Africa, un’importante agenzia dell’Unione Africana che si occupa di sanità, ha confermato che nella zona orientale della Repubblica Democratica del Congo si è sviluppato un focolaio di ebola. I casi sospetti sono 246, le morti 65, di cui 4 causate certamente da ebola. I risultati preliminari delle analisi condotte dall’Institut National de Recherche Biomédicale di Kinshasa, la capitale del paese, hanno rilevato la presenza del virus ebola in 13 dei 20 campioni analizzati.

Il virus ebola si trasmette attraverso il contatto con i fluidi corporei e provoca febbri emorragiche per le quali non c’è una cura e che molto spesso sono letali. Tra il 2018 e il 2020 nella Repubblica Democratica del Congo si sviluppò un’epidemia di ebola che uccise oltre 2mila persone. Il focolaio più recente nel paese era stato identificato a settembre del 2025.

Quello attuale è localizzato nella provincia di Ituri, al confine con l’Uganda e il Sudan del Sud. Per questo motivo l’agenzia ha convocato un incontro con i rappresentanti dei tre paesi per coordinare delle attività di sorveglianza e di contenimento, cui parteciperà anche una delegazione dell’Organizzazione mondiale della sanità.