L’ex capo di gabinetto del presidente ucraino Zelensky, Andriy Yermak, è stato accusato di riciclaggio di denaro

Andriy Yermak durante una conferenza stampa all'ambasciata ucraina a Washington, Stati Uniti, 4 giugno 2025 (AP/Jose Luis Magana)
Andriy Yermak durante una conferenza stampa all'ambasciata ucraina a Washington, Stati Uniti, 4 giugno 2025 (AP/Jose Luis Magana)

L’ex capo di gabinetto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Andriy Yermak, è stato accusato di riciclaggio di denaro tramite la costruzione di un complesso residenziale di lusso nella periferia di Kiev, la capitale dell’Ucraina. Benché la procura speciale anticorruzione ucraina non nomini direttamente Yermak, in linea con le norme locali, il giornale ucraino Kyiv Independent ha confermato che si tratta di lui dopo aver sentito alcune persone che hanno lavorato all’indagine. Secondo la procura Yermak avrebbe raccolto in modo illegale l’equivalente di 8,9 milioni di euro, usando una rete di società di comodo, transazioni in contanti e documenti finanziari fittizi.

Yermak si era dimesso a novembre quando fu coinvolto insieme ad altri politici e imprenditori in un’inchiesta per aver gestito o partecipato a uno schema che prevedeva di chiedere tangenti tra il 10 e il 15 per cento su tutti i contratti dell’Energoatom, l’azienda statale dell’energia nucleare. L’indagine nella quale è stato accusato ora fa parte di quella sui contratti di Energoatom.

È probabile che questa accusa aumenti la pressione politica su Zelensky: Yermak era uno dei suoi più stretti collaboratori, tanto da essere considerato la persona più importante in Ucraina proprio dopo Zelensky. L’influenza di Yermak era spesso maggiore di quella di un ministro poiché era in grado di condizionare l’approvazione delle leggi, presenziava agli incontri internazionali e gestiva molte delle decisioni esecutive.