Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha licenziato due importanti collaboratori

Alessandro Giuli durante un evento al Quirinale il 5 maggio (ANSA/GIUSEPPE LAMI)
Alessandro Giuli durante un evento al Quirinale il 5 maggio (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Il Corriere della Sera ha scritto che domenica il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, avrebbe licenziato due fra i suoi più stretti collaboratori: Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica del ministero, ed Elena Proietti, segretaria personale di Giuli. I decreti di licenziamenti sarebbero già stati inviati.

Merlino sarebbe stato licenziato perché non avrebbe evitato che fossero negati i fondi pubblici a un documentario sull’omicidio di Giulio Regeni. Il mancato finanziamento del documentario ha attirato molte critiche sul ministero e riaperto il dibattito sui fondi per il cinema italiano. Giuli si era difeso criticando la decisione e dicendo di non esserne stato a conoscenza, mentre sembra che Merlino lo fosse. Merlino ha anche un rapporto molto stretto con Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio (in pratica il più stretto collaboratore di Giorgia Meloni). Il licenziamento di Proietti invece sarebbe dovuto al non aver partecipato a una missione del ministro a New York.

Intanto il ministero sta affrontando anche il caso politico riguardante la presenza della Russia alla Biennale di arte di Venezia, che ha portato Giuli a scontrarsi sia con il direttore della Biennale, Pierangelo Buttafuoco – con cui Giuli ha un lungo rapporto di confidenza –, sia con Matteo Salvini, leader della Lega e vice presidente del Consiglio.

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