Per la Corte costituzionale sudafricana, il parlamento non avrebbe dovuto bloccare l’impeachment del presidente nel 2022

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, 9 marzo 2026 (AP/Luis Nova)
Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, 9 marzo 2026 (AP/Luis Nova)

La Corte costituzionale sudafricana ha stabilito che il parlamento nazionale ha violato la Costituzione del paese quando, nel 2022, aveva respinto la richiesta di avviare un processo di impeachment contro il presidente Cyril Ramaphosa, coinvolto in un grosso scandalo legato alla sua azienda agricola. La Corte doveva esprimersi su un ricorso presentato nel 2024 da alcuni partiti di opposizione, e la sua decisione potrebbe portare a una nuova richiesta di impeachment: considerando che l’African National Congress (il partito di Ramaphosa) governa in coalizione con altri partiti, e che non ha la maggioranza in parlamento, una nuova procedura per destituire il presidente potrebbe avere successo.

Ramaphosa ha 73 anni ed è presidente del Sudafrica dal 2018. La richiesta di impeachment riguardava uno scandalo emerso nel 2022 che la stampa locale aveva chiamato Farmgate (“farm” significa fattoria in inglese). Secondo le accuse, Ramaphosa non denunciò mai un ingente furto subìto nel 2017 nella sua fattoria a nord di Johannesburg, e ordinò di indagare al capo dell’unità dedicata alla propria sicurezza, senza coinvolgere la polizia; l’unità avrebbe poi arrestato e interrogato le persone sospettate, recuperato il denaro e pagato una cifra agli autori del furto in cambio del loro silenzio.

I suoi oppositori ritengono che il presidente avesse agito in questo modo per nascondere la provenienza illecita del denaro, che secondo loro deriverebbe da attività di riciclaggio. Lui invece sostiene che il furto fosse stato di entità minore, e che il denaro dell’azienda agricola provenisse dalla vendita legittima di animali da allevamento.

Una commissione d’inchiesta indipendente istituita dal parlamento sudafricano aveva giudicato Ramaphosa colpevole di “cattiva amministrazione”: tuttavia il presidente aveva respinto le richieste di dimissioni, provenienti anche dal suo stesso partito, ed era riuscito a evitare l’impeachment grazie a una netta opposizione del parlamento.