Mercoledì la Russia ha attaccato diverse zone dell’Ucraina, ignorando il cessate il fuoco richiesto da Zelensky

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che mercoledì la Russia ha attaccato obiettivi ucraini al fronte e colpito anche aree civili con droni e missili, ignorando la richiesta di un cessate il fuoco da parte dell’Ucraina. Nella regione di Sumy, nel nordest del paese, due persone sono state uccise in un attacco contro un asilo, dove in quel momento non c’erano bambini.
Lunedì sera il presidente russo Vladimir Putin aveva dichiarato un cessate il fuoco per venerdì 8 e sabato 9 maggio, in occasione delle celebrazioni per il “Giorno della vittoria”, con cui la Russia ricorda la vittoria dell’Unione Sovietica nella Seconda guerra mondiale. L’Ucraina aveva detto di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, e Zelensky aveva a sua volta proposto un cessate il fuoco a partire dal 6 maggio e fino alla fine di quello russo.
In entrambi i casi il cessate il fuoco era stato dichiarato in maniera unilaterale, cioè deciso senza consultarsi con l’altra parte, ed entrambi i paesi avevano minacciato ritorsioni in caso di violazioni. Adesso un funzionario militare ucraino ha detto al Kyiv Independent che, dati gli attacchi russi, non ci sono motivi per rispettare quello stabilito dalla Russia per il “Giorno della vittoria”. Giovedì mattina Exilenova, un canale Telegram ucraino, ha segnalato un presunto attacco ucraino contro un centro logistico dell’esercito russo a Naro-Fominsk, poco fuori Mosca. Al momento non è stato possibile verificare le informazioni in modo indipendente.
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