Nissan licenzierà circa 900 dipendenti in Europa a causa di una crisi che dura da anni

La casa automobilistica giapponese Nissan ha fatto sapere che licenzierà circa 900 dei propri dipendenti in Europa, più o meno il 10 per cento di quelli che lavorano negli stabilimenti europei (i dipendenti a livello globale sono 130mila). Un portavoce dell’azienda ha detto che i licenziamenti riguarderanno sia impiegati che operai, e che fanno parte di un più ampio piano di ristrutturazione che ha l’obiettivo di tornare a fare utili, compensare perdite pesanti e adattarsi alle nuove esigenze del mercato. Il piano prevede tra le altre cose la chiusura parziale del deposito Nissan a Barcellona, la riduzione a una sola linea di produzione nello stabilimento di Sunderland, in Inghilterra, e un modello di distribuzione diverso nei mercati nordici.
Le vendite di Nissan diminuiscono da anni a causa del calo della domanda da parte di Cina e Stati Uniti, i suoi due principali mercati, della crescente competizione dei produttori di automobili cinesi e, più in generale, della grossa crisi legata ai problemi strutturali del settore. Nel 2020 l’azienda aveva chiuso i suoi principali stabilimenti in Spagna; lo scorso maggio aveva detto che avrebbe licenziato 11mila dipendenti e chiuso sette delle sue diciassette fabbriche in tutto il mondo entro il 2027.
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