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  • Lunedì 4 maggio 2026

Le tre persone morte per una sospetta infezione da hantavirus su una nave da crociera

Viaggiavano tra Argentina e Capo Verde, e si pensa abbiano contratto un'infezione virale che si trasmette di solito attraverso le feci di roditori

La nave Hondius durante una crociera polare (Wikimedia)
La nave Hondius durante una crociera polare (Wikimedia)
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Negli ultimi giorni tre persone sono morte e almeno altre tre sono malate a causa di una sospetta infezione da hantavirus su una nave da crociera, in viaggio dall’Argentina a Capo Verde. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha avviato un’indagine e ha confermato che almeno uno dei decessi è riconducibile a quel tipo di infezione virale. Gli hantavirus solitamente si trasmettono attraverso il contatto con feci di roditori, mentre è ancora dibattuta la possibilità che le persone malate a causa del virus possano contagiarne altre.

Dal fine settimana la nave da crociera Hondius è ancorata al largo di Capo Verde, con un divieto per le persone a bordo di sbarcare proprio per i timori legati alla sospetta infezione virale. La nave ospita circa 170 passeggeri e 70 membri dell’equipaggio. Viene usata spesso per crociere polari con partenze da Ushuaia, nell’estremo sud dell’Argentina. Alcuni viaggi comprendono rotte attraverso l’oceano Atlantico, fino a Capo Verde con fermate intermedie nelle isole Georgia del Sud e Sant’Elena.

Due delle tre persone morte erano marito e moglie di 69 e 70 anni. L’uomo si era sentito male a bordo durante la traversata ed è morto mentre la nave si trovava a Sant’Elena. La moglie è morta in un ospedale in Sudafrica dove era stata trasportata di emergenza qualche tempo dopo; una terza persona è morta a bordo della nave.

I sospetti su un’infezione da hantavirus sono sorti dopo il ricovero di un altro passeggero a Johannesburg, sempre in Sudafrica, risultato positivo al virus. Il paziente è in terapia intensiva con gravi problemi respiratori, uno dei sintomi tipici delle infezioni dai tipi di hantavirus presenti in Sudamerica.

L’OMS sta coordinando le indagini e le attività per far sbarcare e ricoverare le altre persone a bordo della nave che si sono sentite male. L’operazione potrebbe richiedere diverso tempo, proprio per ridurre il rischio di ulteriori contagi sia a bordo sia dopo lo sbarco.

Esistono circa quaranta specie di hantavirus (Orthohantavirus) e circa la metà è in grado di contagiare gli umani, di solito attraverso il contatto con feci, urine e saliva di roditori come ratti, topi e arvicole (simili ai criceti). Le infezioni tra gli umani sono rare e difficili da diagnosticare, soprattutto nelle prime fasi perché i sintomi vengono spesso confusi con quelli di altre malattie più comuni.

I cosiddetti “hantavirus del Vecchio mondo” sono diffusi in Europa e Asia, portano a febbri emorragiche e a seri problemi renali, ma sono meno difficili da trattare rispetto alle infezioni da “hantavirus del Nuovo mondo”. Le specie di hantavirus presenti nelle Americhe causano infatti con maggiore frequenza seri problemi respiratori, più difficili da trattare e soprattutto da identificare per tempo come infezioni da questo genere di virus.

Dopo il contatto, il periodo di incubazione può durare da una a otto settimane a seconda dei casi, mentre la progressione della malattia (una volta che si manifestano i sintomi) è di solito rapida. Questo vale soprattutto per il virus Andes, che secondo alcuni studi potrebbe essere trasmesso da una persona infetta ad altre, a differenza di quanto avviene con la maggior parte degli hantavirus con contagi solamente tra roditori e umani. La questione è ancora dibattuta e non sono emerse prove convincenti per sostenere la tesi del contagio tra persone.

Per questo motivo per ora ci sono grandi cautele sulle indagini mediche legate alla Hondius. Ammesso che tutti i decessi siano riconducibili a un hantavirus, le persone coinvolte potrebbero essere state contagiate prima di salire a bordo, visti i tempi di incubazione, oppure potrebbero avere subìto il contagio sulla nave a causa della presenza di alcuni roditori.