Il parlamento brasiliano ha annullato il veto del presidente Lula sulla legge per ridurre la pena a Jair Bolsonaro

Il presidente brasiliano Lula, il 18 aprile
Il presidente brasiliano Lula, il 18 aprile (AP Photo/Joan Monfort, File)

Il parlamento brasiliano ha annullato il veto che aveva messo a inizio gennaio il presidente Luiz Inácio Lula da Silva sulla legge che ridurrebbe la pena del suo predecessore di estrema destra Jair Bolsonaro, condannato a più di 27 anni di carcere per il tentato colpo di stato di fine 2022. Per annullare il veto occorreva la maggioranza assoluta in entrambe le camere, e c’è stata: con 318 voti alla Camera e 49 al Senato, con un solo voto di margine.

In base alle leggi attuali Bolsonaro dovrebbe scontare almeno tra i sei e gli otto anni in carcere prima di essere idoneo al regime di detenzione alternativa: con la nuova legge, approvata a dicembre, rimarrebbe in carcere al massimo tra i due e i quattro anni, a seconda dell’interpretazione dei giudici. Per Lula è la seconda sconfitta parlamentare in pochi giorni: mercoledì il Senato aveva bocciato la nomina, proposta da lui, del giudice Jorge Messias alla Corte Suprema, cosa che non succedeva dal 1894.

Il voto contro il veto messo da Lula segnala un indebolimento del suo sostegno all’interno del parlamento, che è a maggioranza conservatrice, a cinque mesi dalle prossime elezioni parlamentari e presidenziali, previste per ottobre. Questa settimana, in quella che è stata definita una «sconfitta storica», il Senato ha votato contro anche una nomina proposta da Lula per un membro della Corte suprema brasiliana, Jorge Messias: erano 132 anni che non succedeva.