L’inflazione nell’area euro è salita dal 2,6 al 3 per cento, ma la BCE ha scelto di mantenere invariati i tassi di interesse

Giovedì mattina Eurostat, l’ufficio di statistica dell’Unione Europea, ha pubblicato una stima preliminare per cui ad aprile l’inflazione annua nei paesi in cui c’è l’euro è stata del 3 per cento: è il valore più alto da settembre 2023 – quando era al 4,3 per cento, mentre era stata del 2,6 a marzo – ed è più alto rispetto a quello che la BCE si propone di mantenere sul medio-lungo periodo, cioè il 2 per cento. La BCE dice di ritenere che sia troppo presto per capire l’impatto e la durata della crisi energetica, benché sia consapevole dei rischi per l’economia che essa comporta.
Secondo vari esperti se i prezzi dell’energia dovessero continuare a crescere causando un ulteriore aumento dell’inflazione, a quel punto la BCE potrebbe aumentare i tassi di interesse, interrompendo la progressiva riduzione cominciata nel 2024.
La Banca Centrale Europea ha invece mantenuto invariati i tassi di interesse a valori tra il 2 e il 2,4 per cento per la settima volta consecutiva. La decisione indica che la BCE ritiene che al momento l’inflazione nell’area euro sia sotto controllo, nonostante cresca da tre mesi per via soprattutto del rincaro dei prezzi energetici dovuto alla guerra in Medio Oriente e in particolare alla chiusura dello stretto di Hormuz.


