La Banca Centrale Europea ha tenuto invariati i tassi di interesse per la settima volta consecutiva benché l’inflazione sia aumentata

La presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde a Francoforte, Germania, 19 marzo 2026 (AP/Michael Probst)
La presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde a Francoforte, Germania, 19 marzo 2026 (AP/Michael Probst)

La Banca Centrale Europea ha mantenuto invariati i tassi di interesse a valori tra il 2 e il 2,4 per cento per la settima volta consecutiva. La decisione indica che la BCE ritiene che al momento l’inflazione nell’area euro sia sotto controllo, nonostante questa sia aumentata negli ultimi tre mesi per via soprattutto del rincaro dei prezzi energetici dovuto alla guerra in Medio Oriente e in particolare alla chiusura dello stretto di Hormuz.

Giovedì mattina Eurostat, l’ufficio di statistica dell’Unione Europea, ha pubblicato una stima preliminare per cui ad aprile l’inflazione annua nei paesi in cui c’è l’euro è del 3 per cento: questo valore rappresenta il più alto da settembre 2023 – quando era al 4,3 per cento – ed è più alto rispetto a quello che la BCE si propone di mantenere sul medio-lungo periodo, cioè il 2 per cento. La BCE dice di ritenere che sia troppo presto per capire l’impatto e la durata della crisi energetica, benché sia consapevole dei rischi per l’economia che essa comporta.

Secondo vari esperti se i prezzi dell’energia dovessero continuare a crescere causando un ulteriore aumento dell’inflazione, a quel punto la BCE potrebbe aumentare i tassi di interesse, interrompendo la progressiva riduzione dei tassi che aveva cominciato nel 2024.