Prima il cognome del padre o quello della madre?

Ora che si può scegliere, per molti diventa una questione

(Getty Creative)
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Pochi giorni fa Gaia Romani, assessora del comune di Milano, ha annunciato la nascita della figlia in un post su Instagram. Nella descrizione, tra le varie cose, ha scritto che non vede l’ora di raccontare alla bambina di aver scelto di darle il cognome di entrambi i genitori, «con quello della mamma per primo».

Da quando ad aprile del 2022 la Corte costituzionale ha dichiarato illecita la trasmissione automatica del cognome paterno, in Italia i neogenitori devono scegliere se dare ai figli il cognome del padre, quello della madre, o entrambi. Fino al 2022 si poteva chiedere di dare il doppio cognome, ma era obbligatorio mettere quello del padre prima di quello della madre. Ora invece chi sceglie questa opzione deve decidere quale mettere per primo e spesso torna ad affermarsi l’abitudine a dare la precedenza alla famiglia paterna, cosa che mostra come il problema posto dalla Corte costituzionale si sia di fatto solo spostato.

I dati disponibili sono ancora pochi e parziali, ma l’ISTAT dice che nel 2023 in Italia il 6,2 per cento dei nuovi nati ha ricevuto il doppio cognome. Milano è la città dove questa percentuale è più alta: secondo i dati forniti al Post dall’anagrafe, dal 2022 a oggi circa il 17,5 per cento dei neonati ha preso sia il cognome del padre che quello della madre: in tutto 6850 bambini.

I numeri più dettagliati vengono però da Torino, dove il sociologo Renzo Carriero ha raccolto i dati sugli atti di nascita grazie alla collaborazione del comune. Secondo le sue rilevazioni, nel 2025 la percentuale è arrivata intorno al 15 per cento dei nuovi nati, con una concentrazione particolarmente alta nei quartieri dove in media il livello d’istruzione è più alto. «È una questione culturale di apertura alle innovazioni e di rottura con le norme sociali prevalenti», spiega Carriero. Il doppio cognome risulta comunque più diffuso nei grandi centri urbani del centro-nord.

È un cambiamento che si vede anche guardando i nomi delle celebrità che hanno avuto figli negli ultimi anni: per esempio, la nuotatrice Federica Pellegrini ha dato alla figlia il cognome Giunta-Pellegrini, con il trattino, e il saltatore Gianmarco Tamberi ha a sua volta scelto di dare due cognomi, con il proprio per primo e quello della moglie per secondo. L’attrice Miriam Leone e il compagno, invece, hanno scelto di dare prima il cognome di lei.

Nel 2022 la Corte costituzionale aveva dato come motivazione esplicita della propria decisione la questione della parità di genere: la trasmissione automatica del cognome paterno, si legge nella sentenza, viola il principio di uguaglianza tra padre e madre e lede l’identità del figlio, che non può portare traccia della discendenza materna. La sentenza è stata celebrata da molti come una vittoria femminista, dato che per secoli trasmettere il proprio cognome ai figli era stato un privilegio maschile.

Tra chi sceglie il doppio cognome spesso c’è la consapevolezza del valore politico di questa scelta. Carriero, che ha condotto la ricerca più approfondita sul tema in Italia, ha evidenziato che nei quartieri di Torino dove si vota più a sinistra la percentuale di doppi cognomi è significativamente più alta, e che i sondaggi individuali confermano la correlazione.

Tuttavia tra chi sceglie il doppio cognome spesso rimane una traccia dell’automatismo di dare la precedenza a quello del padre. A Torino, secondo i dati di Carriero, nel 92,6 per cento dei casi il cognome paterno è stato messo per primo. Il sociologo dice che la stessa cosa è successa in Spagna, dove il doppio cognome esiste per legge dal 1870, e dal 1999 i genitori possono scegliere liberamente l’ordine. Il 99,53 per cento delle famiglie spagnole dà ancora il cognome paterno per primo. «Se in Italia ci sarà una regolazione simile, ci si può aspettare lo stesso», dice Carriero.

– Leggi anche: L’attribuzione del cognome ai figli al momento è un casino

A volte mettere il nome della madre prima di quello del padre (o, ancora di più, solo quello della madre, cosa che viene fatta in pochissimi casi in Italia) è percepita come una scelta sovversiva, mentre non lo è metterlo dopo, perché in fondo si aggiunge solo un cognome a quello che sarebbe stato il nome automatico fino a pochi anni fa. Padri che non hanno obiezioni sull’aggiungere il cognome della madre al proprio faticano però a vedere il proprio cognome messo per secondo, perché il nome dei propri figli se lo sono sempre immaginati in un altro modo.

Spesso poi i genitori sono condizionati dalle pressioni delle famiglie, e in particolare dei parenti più anziani e conservatori, dai quali l’idea che il cognome della madre abbia la precedenza rispetto a quello del padre è vissuto come un affronto.

Le resistenze però non si manifestano solo all’interno delle famiglie. Matteo Mazza, dipendente del Post, racconta che nell’ottobre del 2022, pochi mesi dopo la sentenza della Corte costituzionale, si è presentato all’ospedale Buzzi di Milano per registrare la nascita di suo figlio. Ha chiesto di mettere entrambi i cognomi, con quello della madre per primo, ma si è sentito dire che il sistema informatico dell’anagrafe consentiva solo di fare il contrario. È una cosa che non sarebbe dovuta succedere perché la sentenza specifica chiaramente che l’ordine dei cognomi è a discrezione dei genitori, ma che probabilmente era dovuta al fatto che i sistemi informatici non erano ancora stati aggiornati e che fino al 2022 chi voleva dare due cognomi doveva farlo per forza aggiungendo quello della madre come secondo.

Mazza ha dovuto aspettare a registrarlo all’anagrafe comunale qualche giorno dopo, con il cognome voluto. La scelta dell’ordine, aggiunge Mazza, era arrivata dopo una lunga riflessione: «Abbiamo pensato per molto tempo a quale mettere prima, alla fine ha vinto il fatto che ci suonasse meglio così».

In alcuni casi infatti la questione dell’ordine dei cognomi dipende esclusivamente da una preferenza estetica: spesso un cognome “suona meglio” prima dell’altro, soprattutto se uno dei due ha l’accento alla fine. Un criterio che alcune coppie trovano per non dover decidere è quello di mettere i due cognomi in ordine alfabetico.

Carriero spiega che «le persone guardano molto intorno a loro per capire cosa fare. Chi ha già fatto questa scelta [di dare prima il cognome della madre] e la rende visibile può dare un forte impulso alla diffusione della nuova pratica». Simona Vella, anche lei dipendente del Post, ha raccontato che la conversazione tra lei e il suo compagno è stata molto semplice: hanno deciso di mettere prima il cognome della madre, perché «se tra i due genitori c’è una differenza è che la mamma si porta il figlio in pancia per nove mesi».

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