In Siria è iniziato il primo processo contro un ex funzionario del regime di Bashar al Assad

Persone dentro al tribunale di Damasco, Siria, 26 aprile 2026 (AP Photo/Ghaith Alsayed)
Persone dentro al tribunale di Damasco, Siria, 26 aprile 2026 (AP Photo/Ghaith Alsayed)

A Damasco, in Siria, è iniziato il primo processo contro uno dei funzionari che avevano prestato servizio sotto Bashar al Assad, il dittatore che governò il paese per 24 anni e il cui regime fu rovesciato da un’offensiva di ribelli nel dicembre del 2024 dopo oltre dieci anni di guerra civile. Il processo riguarda Atef Najib, capo della sicurezza a Daraa, nel sud del paese, e cugino di Assad, che è comparso in tribunale domenica 26 aprile: secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale SANA, è accusato di crimini contro il popolo siriano per aver torturato un gruppo di giovani che nel 2011 avevano fatto delle scritte antigovernative sul muro di una scuola. Quello fu l’evento che diede inizio alla serie di proteste represse con violenza e che in breve tempo portarono alla guerra civile.

Atef Najib era stato arrestato nel gennaio del 2025 dopo una lunga latitanza. Era l’unico imputato presente in tribunale: sono accusati per gli stessi reati anche Bashar al Assad stesso e suo fratello Maher, ex comandante dell’esercito siriano, che però saranno processati in contumacia (cioè in loro assenza). Per l’inizio del processo, fuori dal tribunale erano presenti decine di persone, mentre le famiglie delle vittime hanno partecipato all’udienza.

Il governo del presidente ad interim Ahmad al Sharaa, ex leader degli insorti islamisti che hanno provocato la fine del regime di Assad, è stato molto criticato per i ritardi nell’avvio dei processi contro gli ex funzionari del regime.