Dino Tommasi è il nuovo designatore di arbitri di Serie A e B al posto di Gianluca Rocchi, che si era sospeso perché indagato

Dino Tommasi in una foto d'archivio durante una partita tra Fiorentina e Parma (LaPresse/Jennifer Lorenzini)
Dino Tommasi in una foto d'archivio durante una partita tra Fiorentina e Parma (LaPresse/Jennifer Lorenzini)

L’Associazione Italiana Arbitri (AIA) ha scelto Dino Tommasi come nuovo designatore degli arbitri di Serie A e B del calcio maschile. Tommasi ha 49 anni, è un ex arbitro e sostituirà ad interim Gianluca Rocchi, che nel fine settimana si è autosospeso a causa delle indagini della procura di Milano che lo riguardano. Rocchi è accusato di aver scelto gli arbitri di due partite di campionato e Coppa Italia in modo da favorire l’Inter, e di aver influenzato una decisione del VAR, ovvero il sistema che permette all’arbitro in campo di cambiare una decisione sbagliata con l’assistenza di un altro arbitro in una sala video (che quindi può rivedere le azioni con calma).

È previsto che Tommasi resti in carica fino al termine dei campionati in corso e alla finale di Coppa Italia, che si terrà il 13 maggio.

Il “designatore” in sostanza è il capo degli arbitri italiani, ovvero la persona che decide quali arbitri assegnare a ciascuna partita e che valuta il loro lavoro. Il reato che viene contestato a Rocchi è “concorso in frode sportiva”, che punisce chi cerca di alterare il risultato di una competizione sportiva con atti illegali o fraudolenti: in “concorso” perché la procura ritiene che possa aver commesso il reato con l’aiuto di altre persone.

Quelle indagate al momento risultano essere cinque. Oltre a Rocchi sono il supervisore VAR Andrea Gervasoni, che si è autosospeso a sua volta, gli addetti al VAR Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca, e Daniele Paterna, l’arbitro addetto al VAR che secondo la procura avrebbe ricevuto pressioni da Rocchi per assegnare un rigore determinante per la vittoria dell’Udinese nella partita in casa contro il Parma il 1° marzo del 2025. Rocchi sarà interrogato giovedì 30 aprile. La pena prevista per il reato che gli è contestato va da due a sei anni, con una multa compresa tra i mille e i 4mila euro.

– Leggi anche: L’indagine su Gianluca Rocchi, in ordine