Cosa sappiamo sugli spari alla manifestazione del 25 aprile a Roma
Due persone sono state ferite, probabilmente con una pistola ad aria compressa, non si sa ancora da chi

Alla manifestazione per il 25 aprile di sabato a Roma un uomo ha sparato alcuni colpi, probabilmente con un’arma ad aria compressa, e ha ferito due persone: un uomo alla mano e al collo, e la moglie alla spalla. I due indossavano due fazzoletti dell’Anpi, l’Associazione nazionale dei partigiani italiani. Continuano a non esserci informazioni su chi sia la persona che ha sparato né sulle sue ragioni, e la polizia la sta ancora cercando.
Il tutto è successo nel primo pomeriggio in via delle Sette Chiese, vicino al parco Schuster, nel quartiere Ostiense, nella parte sud della città. Secondo le informazioni disponibili l’uomo che ha sparato avrebbe raggiunto i manifestanti a bordo di uno scooter di colore chiaro, con un casco integrale che gli copriva la faccia e un giubbotto in stile militare. A quel punto avrebbe sparato tre colpi a circa dieci metri di distanza dalle persone che stavano manifestando. Le due persone colpite non sono state ferite in maniera grave e sono state medicate sul posto.
Successivamente in quel punto sono stati trovati a terra alcuni pallini bianchi che potrebbero corrispondere ai proiettili sparati. Non si sa di preciso quale arma abbia usato l’uomo: l’ipotesi più citata, da prendere con le dovute cautele, è una pistola ad aria compressa, ma si parla anche di un’arma cosiddetta soft air. Quelle del primo tipo sparano pallini o piccoli proiettili generalmente fatti di leghe o metalli; le altre invece sono meno potenti e solitamente sparano pallini di plastica.

Uno dei pallini bianchi trovati a terra (ANSA/GIULIA MARRAZZO)
Al momento la procura di Roma non ha ancora avviato un’indagine e risulta che sia in attesa di un’informativa da parte della polizia, cioè della documentazione con cui si acquisisce la cosiddetta notizia di reato. L’ipotesi ritenuta più probabile in questo caso è un’indagine per lesioni aggravate.
Non essendoci informazioni sull’identità di chi ha sparato, non si sa nemmeno perché lo abbia fatto: andrà chiarito per esempio se abbia sparato deliberatamente a quelle due persone dell’Anpi o meno. La presidente dell’Anpi Roma, Martina Pierlorenzi, ha parlato di un gesto con motivazioni «squadriste» (un riferimento alle squadre d’azione, organizzazioni paramilitari di epoca fascista).
Secondo la redazione romana del Corriere della Sera adesso verranno analizzati i filmati di tre telecamere di vigilanza che si trovano vicino alla zona in cui sono stati sparati i colpi, che potrebbero essere utili sia per chiarire cosa sia successo esattamente, sia per identificare la targa del motorino e i movimenti dell’uomo. Due telecamere sono posizionate rispettivamente su un chiosco e vicino a un cartellone pubblicitario, mentre la terza è quella di un ristorante della catena di fast food McDonald’s.
Gli spari ai due manifestanti dell’Anpi non sono stati l’unico episodio di violenza alla manifestazione di ieri. Sempre a Roma la polizia è intervenuta per separare alcuni manifestanti che hanno aggredito un gruppo di altri manifestanti vicini ai Radicali con alcune bandiere dell’Ucraina, che sono state strappate. I manifestanti in questione stavano sfilando ed è stato aggredito da un altro gruppo, che li ha picchiati, insultati, ha strappato le loro bandiere e spruzzato loro addosso dello spray al peperoncino.



