L’amministrazione Trump ha annunciato che aumenterà i metodi consentiti per l’uccisione dei condannati a morte 

Un lettino per eseguire la pena di morte in una prigione di Huntsville, in Alabama (Jerry Cabluck/Sygma via Getty Images)
Un lettino per eseguire la pena di morte in una prigione di Huntsville, in Alabama (Jerry Cabluck/Sygma via Getty Images)

L’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che ammetterà anche la fucilazione, la sedia elettrica e l’asfissia con azoto come metodi per l’uccisione dei condannati a morte per reati federali. Attualmente viene usato come metodo solo l’iniezione letale. Lo ha detto il dipartimento della Giustizia, secondo cui sarebbe un modo per fare prevenzione contro i crimini più violenti e fare giustizia alle vittime. Nessuno studio ha mai provato un significativo effetto deterrente della pena di morte contro la criminalità.

La decisione del dipartimento della Giustizia si applica ai reati federali puniti con la pena di morte, che sono relativamente pochi. Il governo federale non esegue condanne a morte dal 2021, ma Trump è un grande sostenitore della pena di morte e ha detto fin dall’inizio del suo mandato di voler aumentare il ricorso a essa.

Attualmente negli Stati Uniti il metodo più utilizzato per la pena di morte è l’iniezione letale, permessa in 28 stati: il secondo metodo più diffuso è la sedia elettrica, permessa da 9 stati, e il terzo l’asfissia con azoto, anche questo permesso in 9 stati. La fucilazione è permessa in 6 stati. I dati sono del Death Penalty Information Center, un’organizzazione non profit che si occupa della questione. L’iniezione letale è da qualche anno oggetto di forti critiche perché è stato provato che causa in molte situazioni una morte lenta e dolorosa, accompagnata da una forte sensazione di soffocamento. Questo avviene sia per il modo in cui viene eseguita, sia per i problemi che hanno gli stati a procurarsi e a conservare le sostanze necessarie.

Al di là del governo federale, diversi stati federati degli Stati Uniti prevedono la pena di morte per alcuni reati puniti dalle leggi statali (fra i quali ci sono la maggior parte dei casi di omicidio) e seguono delle regole proprie. In generale, come paese federale gli Stati Uniti sono suddivisi in stati che hanno grandi libertà e poteri oltre che sistemi giudiziari autonomi e paralleli a quello che copre tutto il paese. Ci sono quindi differenze anche sui metodi di attuazione delle pene di morte: in alcuni stati le persone condannate a morte possono scegliere il metodo con cui essere uccisi, mentre in altri lo stato prevede un unico metodo.

Nel 2024 l’Alabama ha introdotto il metodo dell’ipossia da azoto, considerato contrario ai diritti umani da diverse organizzazioni non governative e anche dalle Nazioni Unite: lo hanno poi adottato anche altri quattro stati. Secondo dati aggiornati a ottobre del 2025 sempre del Death Penalty Informaton Center i condannati uccisi con l’ipossia da azoto in Alabama sono stati finora sette, seguiti da un altro caso in Louisiana: non ci sono al momento notizie di altre esecuzioni con questo metodo. L’anno scorso, complessivamente, sono state uccise 47 persone condannate a morte, il numero più alto dal 2009.