Questa grossa antenna rovina il panorama di Firenze?
Comune e Soprintendenza discutono da giorni con toni piccati di un ingombrante cilindro sui tetti

A Firenze c’è una polemica sulla presenza di una grossa antenna su un tetto, talmente ingombrante che da certi punti della città finisce per ostruire anche la vista sul Duomo: è una struttura dell’azienda di telecomunicazioni Iliad ed è lì dal 2023, ma se ne sta parlando ora soprattutto per via di uno scontro piccato tra comune e Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio su come si sia arrivati a dare l’autorizzazione per montarla.
L’antenna è un grosso cilindro bianco, molto alto e largo, che stona in maniera evidente con il panorama della città, fatto di tetti rossi con le colline sullo sfondo, una vista su cui Firenze ha costruito un pezzo della propria identità e offerta turistica. Si trova sul tetto di un edificio in viale Belfiore, a poco più di un chilometro dalla cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Duomo.
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La polemica è iniziata soprattutto dopo che sono circolate alcune foto che ritraevano la grossa antenna nel panorama di Firenze. La soprintendente Antonella Ranaldi ha commentato le foto dicendo: «Ma è uno scherzo?», e ha definito «esagerate» la forma e le dimensioni dell’antenna. Ranaldi ha quindi criticato il comune per aver dato il permesso di installare l’antenna.
La sindaca Sara Funaro, con tono ancora più polemico, ha detto che se la Soprintendenza non era d’accordo con l’installazione avrebbe potuto fermarla, e ha risposto: «La Soprintendente si domanda se si tratti di uno scherzo. La domanda, a questo punto, la pongo io: le chiedo se stia scherzando lei».
Funaro ha detto che l’installazione di antenne e altre infrastrutture di questo tipo prevede un parere favorevole di Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, e della commissione paesaggistica del comune. A quel punto, ha detto Funaro, la Soprintendenza ha 60 giorni di tempo per dare un parere sulla procedura: trascorso quel tempo, il silenzio della Soprintendenza viene considerato un assenso e si può procedere con l’installazione.
L’installazione di infrastrutture come quella di Iliad è regolamentata con leggi sia nazionali, che regionali, che comunali: i permessi si valutano caso per caso a seconda del tipo di infrastruttura, della sua utilità e di dove dovrebbe essere installata, con criteri anche paesaggistici. Secondo la redazione fiorentina del Corriere della Sera, Iliad chiese un primo permesso per installare l’antenna nel 2021, ricevendo un parere positivo da Arpat e uno negativo dalla commissione paesaggistica del comune.
Sempre secondo questa ricostruzione Iliad avrebbe nuovamente chiesto il permesso di installare l’antenna nel 2022, ricevendo un parere positivo da entrambe le istituzioni. Secondo Ranaldi l’autorizzazione del comune di Firenze risale a luglio del 2022: in quel momento a capo della Soprintendenza non c’era lei ma Andrea Pessina (Ranaldi ricopre questo incarico da luglio del 2025).
Non è chiaro come mai la commissione paesaggistica del comune di Firenze abbia dato l’assenso alla costruzione dell’antenna. Sempre secondo il Corriere della Sera, nella pratica con cui Iliad chiese l’installazione dell’antenna si parlava di effetti paesaggistici «pressoché trascurabili»: un’ipotesi è che la commissione si sia basata anche su questo per dare il proprio parere.
Il consigliere comunale Dmitrij Palagi, di Sinistra progetto comune, che si è già esposto in passato sia su temi simili che su questo caso specifico, ha detto che il problema non è il comune di Firenze ma la legge nazionale: in particolare ha parlato del decreto legislativo sulle comunicazioni che nel 2021 ha recepito una direttiva europea sul tema, che dà ai comuni un potere piuttosto limitato sui divieti di installare antenne 5G sul proprio territorio (non ha chiarito se l’antenna Iliad sia un’antenna 5G).
La soprintendente Ranaldi è tornata sul tema sabato, dopo la risposta di Funaro, alludendo alla possibilità di un «intervento volontario» da parte del proprietario dell’antenna, cioè Iliad, per rimuoverla. È improbabile che succeda.
Pochi mesi fa, sempre a Firenze, c’era stata una polemica simile per via di alcuni edifici costruiti nel centro storico al posto dell’ex teatro comunale, in corso Italia: sono a forma di parallelepipedo, bianchi e neri, e anche in quel caso sono stati criticati perché stonerebbero molto col paesaggio. In quel caso la procura di Firenze aveva avviato un’inchiesta per chiarire le circostanze della costruzione. Proprio in questi giorni si è saputo che tra gli indagati c’è anche Pessina, l’ex capo della Soprintendenza in carica quando fu installata l’antenna Iliad.



