L’indagine su una società di eventi accusata di sfruttamento della prostituzione a Milano
Avrebbe ingaggiato decine di donne come parte dei suoi servizi e tra i clienti ci sono molti calciatori

Lunedì la Guardia di Finanza ha messo agli arresti domiciliari quattro persone indagate dalla procura di Milano per sfruttamento e favoreggiamento alla prostituzione. I quattro avrebbero infatti gestito una società di eventi che prevedeva tra i vari servizi anche l’ingaggio di decine di escort che trascorressero serate insieme a clienti facoltosi, tra cui diversi imprenditori e sportivi, soprattutto calciatori.
La procura ha anche fatto perquisire sei abitazioni e sequestrato più di 1,2 milioni di euro, che ritiene essere il profitto di attività illegali. Sta inoltre indagando anche sull’ipotesi di autoriciclaggio di denaro.
Gli indagati sono i gestori (due coniugi) e due collaboratori di una società milanese specializzata nell’organizzazione di eventi. Secondo la procura avrebbero offerto ai loro clienti, disposti a spendere migliaia di euro, l’organizzazione di serate in locali, discoteche e alberghi di lusso di Milano, ingaggiando donne per avere rapporti sessuali con loro in cambio di denaro. Gli arrestati, secondo l’accusa, avrebbero gestito un giro di oltre un centinaio di ragazze, alcune appena maggiorenni. Alcune sarebbero state pagate per prostituirsi, mentre altre avrebbero lavorato come ragazze immagine o accompagnatrici.
Le escort, secondo l’accusa, avrebbero ricevuto dagli indagati un compenso fisso per ogni serata, a cui si poteva aggiungere una maggiorazione, corrispondente a una percentuale delle consumazioni del cliente. Alcune di loro avrebbero anche alloggiato all’interno della sede della società, cioè un appartamento a Cinisello Balsamo, poco lontano da Milano. Una delle donne coinvolte ha detto agli investigatori che i proprietari della società le facevano pagare l’affitto.
Dalle indagini emerge che durante questi eventi i clienti avrebbero fatto uso anche di palloncini con gas esilarante, cioè protossido d’azoto. È un gas utilizzato in ambito medico con una funzione di leggera sedazione, ma che recentemente viene sempre più usato come sostanza stupefacente. A differenza di altre droghe, però, non lascia tracce rilevabili nel sangue o nell’apparato respiratorio e per questo è molto utilizzato dagli sportivi, non risultando nei test antidoping.
In Italia la prostituzione e l’acquisto di servizi sessuali non sono un reato. Per questo negli scorsi giorni è stata criticata la scelta di molti giornali di pubblicare i nomi di alcuni dei calciatori (secondo l’indagine, circa una settantina, appartenenti anche a squadre di Serie A) che potrebbero aver usufruito dei servizi della società di eventi, ma che non risultano per questo tra le persone indagate. La procura di Milano aveva indicato i loro cognomi nel decreto di perquisizione e sequestro come “parole chiave” da cercare nei telefoni e nei dispositivi degli indagati per trovare riscontri delle accuse.



