Il fondatore di Telegram Pavel Durov dice di aver ricevuto un mandato di comparizione in Russia

Pavel Durov a Parigi nel 2025 (ANSA/Florian Poitout/ABACAPRESS.COM)
Pavel Durov a Parigi nel 2025 (ANSA/Florian Poitout/ABACAPRESS.COM)

Mercoledì il fondatore di Telegram, Pavel Durov, ha detto di aver ricevuto a un suo vecchio indirizzo in Russia un mandato di comparizione. Nel documento, di cui Durov ha pubblicato online solo un particolare, si vede il suo nome accanto alla parola «sospettato». Alla foto ha aggiunto un commento sarcastico in cui si dichiara colpevole di aver difeso gli articoli della Costituzione russa che garantiscono la libertà di parola e il diritto alla corrispondenza privata.

Nonostante infatti non sia chiaro dalla foto per quale motivo sia stato convocato, da febbraio Durov è indagato in Russia per favoreggiamento del terrorismo. Durov è cittadino russo ma vive all’estero dal 2016, quando iniziò ad avere problemi con il governo per essersi rifiutato di condividere informazioni sugli utenti registrati su VKontakte, il più popolare social network in Russia, fondato sempre da lui.

Oggi le autorità russe contestano a Durov di aver permesso che Telegram venisse usata come piattaforma per commettere reati e organizzare attentati terroristici, oltre che per operazioni di intelligence di paesi nemici, come l’Ucraina. Questo perché l’app non ha alcun sistema di moderazione, e permette di scambiarsi messaggi, file e chiamate nel totale anonimato. L’azienda ha sempre detto di essere contraria a condividere con i governi (non solo con quello russo) le chat crittografate e qualsiasi altra informazione sui propri utenti.

Telegram in Russia è molto popolare e non è usata solo come app per scambiarsi i messaggi: tanti la usano anche per informarsi, ed è un canale utilizzato quotidianamente dalle stesse autorità politiche e militari per comunicare con la popolazione. Da tempo però il regime di Putin sta esercitando un controllo sempre maggiore sui social network, anche nel tentativo di controllare le comunicazioni tra cittadini russi e favorire la propaganda del governo e la censura delle opposizioni.