Il governo di Cuba ha detto che ci sono dei negoziati con gli Stati Uniti per terminare il blocco del carburante

Una donna attraversa la strada all'Avana, il 15 aprile 2026 (AP Photo/Ramon Espinosa)
Una donna attraversa la strada all'Avana, il 15 aprile 2026 (AP Photo/Ramon Espinosa)

Il governo cubano ha confermato che c’è stato un primo incontro con una delegazione degli Stati Uniti per terminare il blocco dei carburanti che l’amministrazione di Donald Trump ha imposto all’isola, con l’obiettivo di mettere in difficoltà la sua economia e provocare la caduta del regime che la governa dal 1959.

Il blocco è cominciato a gennaio, quando gli Stati Uniti hanno iniziato a non fare più passare le navi che trasportavano i rifornimenti a Cuba, minacciando dazi su qualsiasi paese avesse inviato carburante all’isola. A febbraio c’era stata una parziale apertura, con cui gli Stati Uniti avevano permesso al Venezuela di vendere petrolio alle piccole imprese private e commerciali dell’isola (quindi non al governo), ma di fatto non è mai successo. A fine marzo gli Stati Uniti avevano permesso a una petroliera russa di consegnare petrolio nell’isola, cosa che aveva fatto pensare a un nuovo segnale di distensione dei rapporti.

Sull’isola il carburante ormai è introvabile, ci sono blackout quotidiani e lunghi anche tutto il giorno. Alcuni aiuti umanitari sono rimasti fermi nei magazzini perché i camion non hanno gasolio per distribuirli, mentre le aziende agricole sono in crisi perché non possono usare trattori e altri macchinari. Alcune centrali elettriche sono state chiuse per mancanza di carburante.