Chi è John Ternus, il nuovo CEO di Apple
L'ingegnere che prenderà il posto di Tim Cook è nell'azienda da 25 anni, e di lui si dice che non abbia un «ego smisurato»

John Ternus iniziò a lavorare in Apple nel 2001, quando l’amministratore delegato era ancora Steve Jobs, l’azienda stava lavorando alla presentazione del primo iPod e la cosa più vicina a uno smartphone erano dei palmari in bianco e nero squadrati e piuttosto ingombranti. Dal 1° settembre diventerà l’ottavo CEO nella storia di Apple, e il terzo dal ritorno di Jobs nel 1997: sostituirà Tim Cook, lo storico amministratore delegato che aveva guidato l’azienda negli ultimi 15 anni.
Ternus ha 51 anni, e dovrà gestire una transizione molto delicata. Negli ultimi mesi Apple ha dovuto fare i conti con una perdita di personale inedita per la sua storia, e che ha coinvolto soprattutto dirigenti di alto livello. L’azienda è considerata un modello di stabilità nella Silicon Valley, ed è nota per la sua capacità di attirare e trattenere i cosiddetti “talenti”, cioè i professionisti più bravi nel loro lavoro. Gli ultimi anni però sono stati segnati da alcuni errori notevoli, specie nel campo dell’intelligenza artificiale, su cui Apple è tuttora indietro rispetto alla concorrenza.
Ternus viene descritto come un dirigente pragmatico, riservato e con uno stile comunicativo sobrio e molto prudente: non ha neppure un account X. TechCrunch ha scritto che non sembra appartenere all’attuale «ecosistema tecnologico popolato da ego smisurati».
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Si laureò in ingegneria meccanica all’università della Pennsylvania nel 1997. Per la sua tesi di laurea costruì un braccio robotico che poteva essere controllato con i movimenti della testa, progettato per i pazienti tetraplegici. Durante il periodo universitario aveva ottenuto anche discreti risultati nel nuoto agonistico.
Subito dopo la laurea fu assunto da Virtual Research Inc., una delle prime aziende a occuparsi di visori per la realtà virtuale. Quando cominciò a lavorare in Apple, l’azienda stava provando a tornare rilevante sul mercato e a recuperare il divario con Microsoft, che negli anni Novanta sembrava essere diventata irraggiungibile.
Il primo incarico di Ternus fu curare la linea di monitor Apple Cinema Display. Di lì a poco avrebbe seguito da vicino lo sviluppo di tre prodotti che, in quel decennio, consentirono a Apple di entrare nell’immaginario collettivo come mai prima di allora: l’iPod, nel 2001; l’iPhone, nel 2007; e l’iPad, nel 2010.
Nel 2013 Ternus diventò uno dei più influenti ingegneri della divisione hardware, il secondo per importanza dietro il carismatico Dan Riccio. E cominciò ad affermarsi come uno dei volti dell’azienda, spesso presentando personalmente i nuovi prodotti.
La sua influenza in Apple è aumentata a partire dal 2021, quando sostituì Riccio come capo della divisione hardware e fu nominato vicepresidente esecutivo, cominciando a riferire direttamente a Tim Cook.
Il compito più importante che Ternus ha svolto negli ultimi anni è stato lo sviluppo degli Apple Silicon, la serie di processori basati su architettura ARM progettati internamente da Apple, che da allora hanno sostituito i chip Intel sui Mac. Più di recente ha curato la realizzazione di una serie di prodotti rivolti agli acquirenti con minori capacità di spesa, come il MacBook Neo, un modello di laptop più economico; e il sottilissimo iPhone Air, una via di mezzo dal punto di vista del prezzo tra gli iPhone classici e i più costosi iPhone Pro.
Tra i compiti di Ternus, oltre a recuperare terreno nel campo dell’intelligenza artificiale e a impedire che i dipendenti più qualificati vengano assunti dalla concorrenza, ci sarà anche quello di stabilire il futuro dell’Apple Vision Pro, il visore per la realtà mista di Apple. È stato lanciato due anni fa con enormi investimenti, ma la sua produzione è calata drasticamente già all’inizio dell’anno scorso. Nel 2025 il budget per la sua promozione negli Stati Uniti e nel Regno Unito è stato tagliato del 95 per cento, a conferma dello scarso interesse per il dispositivo.
Nonostante tutto, Apple non sembra disposta ad abbandonare il prodotto: lo scorso ottobre aveva presentato una versione di Vision Pro con un chip più potente e una batteria di maggiore durata, mentre un visore più leggero ed economico è previsto per la fine di quest’anno.



