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  • Domenica 19 aprile 2026

Le elezioni in Bulgaria sono state vinte dall’ex presidente Rumen Radev

Che in passato aveva avuto spesso posizioni filorusse, e aveva creato un partito appositamente per candidarsi

Rumen Radev (AP Photo/Valentina Petrova)
Rumen Radev (AP Photo/Valentina Petrova)
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Le elezioni parlamentari che si sono tenute domenica in Bulgaria sono state vinte da Bulgaria Progressista, il partito socialdemocratico dell’ex presidente Rumen Radev, che ha ottenuto circa il 45 per cento dei voti.

Il successo di Radev supera molto nettamente le aspettative: i sondaggi prima del voto lo davano intorno al 30 per cento. Il secondo partito più votato è il riformista Continuiamo il cambiamento, formato da ex componenti di un governo ad interim nominato da Radev, con quasi il 13 per cento; mentre Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria (GERB), il partito di centrodestra dell’ex primo ministro Bojko Borisov, ha preso poco più del 13 per cento.

Radev ha 62 anni ed è stato presidente della Repubblica dal 2017 fino a metà gennaio, quando si è dimesso poco prima della fine del suo secondo mandato al preciso scopo di partecipare alle elezioni.

È inusuale e raro che in Bulgaria un presidente decida di candidarsi: il presidente è infatti una figura con funzioni cerimoniali e in teoria al di sopra del dibattito politico. Durante la protratta instabilità politica del paese Radev aveva molto accresciuto i suoi poteri: per esempio, aveva sfruttato il vuoto istituzionale per nominare suoi alleati nelle aziende statali.

Bulgaria Progressista è il partito creato per queste elezioni da Radev, che in passato era stato sostenuto dal Partito socialista bulgaro, di orientamento filorusso. All’interno sono confluiti funzionari della sua presidenza, vecchi dirigenti dei Socialisti e parecchi militari. Radev infatti è un ex generale dell’aeronautica e ha ancora legami con le forze armate.

Anche Radev in passato aveva avuto spesso posizioni filorusse: oltre a teorizzare un riavvicinamento alla Russia, aveva litigato con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in visita a Sofia nel 2023. Radev aveva chiamato «conflitto» la guerra, sminuendone la portata, e aveva sostenuto che fosse impossibile per l’Ucraina vincerlo. A fine marzo, quando il governo ad interim ha fatto un accordo decennale di collaborazione in materia di Difesa con l’Ucraina, Radev l’ha definito illegittimo.

In campagna elettorale non ha però parlato quasi mai della guerra in Ucraina e in generale è stato piuttosto vago sul programma che intende portare avanti, presentandosi soprattutto come un politico in lotta contro la corruzione e lo scarso ricambio della classe politica bulgara.

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