In Turchia sono state arrestate oltre 160 persone accusate di aver sostenuto gli attacchi compiuti in due scuole negli ultimi due giorni

Un mezzo delle forze di sicurezza turche davanti alla scuola di Siverek, 14 aprile 2026 (EPA/STRINGER via ANSA)
Un mezzo delle forze di sicurezza turche davanti alla scuola di Siverek, 14 aprile 2026 (EPA/STRINGER via ANSA)

La polizia turca ha arrestato 162 persone accusate di aver sostenuto oppure diffuso informazioni false online sugli attacchi armati compiuti tra martedì e mercoledì in due scuole di Siverek e Kahramanmaraş, nel sudest del paese. Nel primo caso un ragazzo di 18 anni era entrato in una scuola, aveva iniziato a sparare e ferito 16 persone, uccidendosi poco dopo con la stessa arma. Nel secondo un quattordicenne ha ucciso otto studenti e un insegnante, e ferito altre tredici persone. Anche lui è morto durante l’attacco, non è chiaro se si sia sparato per errore oppure volontariamente.

Il ministro della Giustizia turco, Akin Gürlek, ha detto che 67 delle persone arrestate sono collegate a post sui social network che suggerivano decine di scuole per potenziali attacchi; ha aggiunto che le autorità turche ne stanno cercando altre 35 e che hanno bloccato oltre mille profili e gruppi sui social. Nel frattempo le procure di tutte le 81 province turche si sono coordinate per monitorare le attività online che fanno riferimento agli attacchi: a Istanbul la polizia ha arrestato sei minorenni sospettati di aver diffuso minacce con lo scopo di «creare paura e panico tra la gente».