Il Venezuela ha firmato un accordo con la multinazionale Chevron per permetterle di estrarre più petrolio

Lunedì il governo venezuelano ha firmato un accordo con la multinazionale petrolifera statunitense Chevron, che ora potrà intensificare le proprie attività estrattive all’interno del Venezuela, in particolare nella cosiddetta cintura di Orinoco, un’area nella parte settentrionale dello stato in cui si trovano i giacimenti più vasti. L’accordo è l’ennesima dimostrazione della volontà della presidente venezuelana Delcy Rodriguez di andare incontro alle richieste del presidente statunitense Donald Trump, soprattutto sul petrolio. Il controllo del petrolio venezuelano era stato proprio l’elemento che aveva spinto Trump, lo scorso gennaio, ad attaccare il Venezuela, catturare e destituire il presidente Nicolás Maduro.
L’accordo firmato lunedì prevede che Chevron aumenti la propria partecipazione in una joint venture con la compagnia petrolifera statale venezuelana, la PDVSA, passando dal 35,8 al 49 per cento. In cambio Chevron cederà al Venezuela alcuni diritti relativi all’estrazione di gas naturale dal Loran-Manatee, un giacimento offshore (cioè al largo) che si trova nell’oceano Atlantico, oltre che la quota che attualmente detiene in un piccolo giacimento petrolifero nella parte occidentale del Venezuela. Chevron otterrà anche il controllo di una nuova area petrolifera, Ayacucho 8, situata sempre nella cosiddetta cintura di Orinoco.
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