La Colombia abbatterà 80 ippopotami discendenti da quelli importati nel paese da Pablo Escobar

Il governo della Colombia ha annunciato che abbatterà 80 ippopotami discendenti da quelli importati nel paese dal trafficante di droga Pablo Escobar fra gli anni Settanta e Ottanta.
Escobar ne importò 4, probabilmente dall’Africa: in assenza di predatori naturali, nel corso degli anni si sono riprodotti fino a diventare oltre 170. Gli ippopotami si sono stabiliti nel fiume Magdalena, nella Colombia centrale, e sono diventati un problema per l’ambiente e per le persone.
In passato si era pensato di affrontare il problema con la sterilizzazione e il trasferimento di alcuni di loro, tutti metodi che però si sono dimostrati inefficaci. La ministra dell’Ambiente Irene Vélez ha detto che i metodi precedenti per controllare la popolazione degli ippopotami sono stati costosi e infruttuosi, e che quindi ora si procederà con la loro uccisione. Non ha detto quando inizieranno gli abbattimenti.
A novembre del 2023 era stato già annunciato un piano di abbattimento, dopo che una sentenza della corte suprema colombiana li aveva definiti una specie invasiva: poco dopo il governo aveva cambiato idea, ed era tornato a sostenerne la sterilizzazione, anche per via delle proteste di molte persone.
Gli ippopotami furono messi in libertà dopo la morte di Escobar, nel 1993. Oggi, dopo essersi moltiplicati, sono considerati un problema perché divorano la vegetazione, tolgono spazio agli animali locali, inquinano il terreno e l’acqua e mettono in pericolo le persone. Nonostante siano erbivori, gli ippopotami sono molto territoriali e sono tra gli animali più pericolosi al mondo: possono uccidere un uomo con un solo morso e sono responsabili di circa 500 morti all’anno, principalmente in Africa. In Colombia non sono mai state registrate morti causate dagli ippopotami, ma diversi abitanti della zona sono stati attaccati, e in almeno un’occasione gli animali sono entrati nel giardino di una scuola.


