Lafarge, tra le più grandi aziende al mondo di cemento, è stata condannata per aver finanziato l’ISIS tra il 2013 e il 2014

Lunedì un tribunale francese ha condannato Bruno Lafont, l’ex amministratore delegato di una delle più grandi aziende di cemento al mondo, Lafarge, a 6 anni di carcere per aver finanziato le milizie dello Stato Islamico (ISIS) tra il 2013 e il 2014, per proteggere le proprie attività in Siria durante la guerra.
L’azienda, che dal 2015 è di proprietà della multinazionale nel settore dei materiali da costruzione Holcim, è stata condannata a una multa di 1,125 milioni di euro. Sono stati condannati anche altri sette imputati nel processo, ex dirigenti della società, con pene che vanno dai 18 mesi ai 7 anni di detenzione.
Il tribunale di Parigi ha scoperto che tra il 2013 e il 2014 Lafarge pagò quasi 5,6 milioni di euro ai gruppi terroristici per mantenere funzionante la fabbrica che possedeva in Siria.
Il caso va avanti da diversi anni: nel 2017 fu aperta un’inchiesta giudiziaria a Parigi perché la procura aveva accusato Lafarge di finanziamento di organizzazioni terroristiche e di aver violato le sanzioni internazionali. Durante le indagini preliminari la procura aveva anche formulato l’accusa di crimini contro l’umanità, che è poi stata scartata e non è arrivata a processo.
La sentenza francese è stata emessa dopo che nel 2022 Lafarge si dichiarò colpevole negli Stati Uniti per avere pagato lo Stato Islamico (o ISIS) e il Fronte al Nusra (gruppo affiliato ad al Qaida) tra il 2013 e il 2014, per proteggere le proprie attività in Siria durante la guerra nel paese. In quell’occasione Lafarge accettò di pagare una multa da 778 milioni di dollari.
Il caso giudiziario fu seguito anche dal dipartimento di Giustizia statunitense perché alcuni trasferimenti di denaro tra Lafarge e i gruppi terroristici erano passati attraverso gli Stati Uniti.


