Il mito delle startup miliardarie con un solo dipendente
Cioè il fondatore, che fa tutto con l'intelligenza artificiale: se ne parla da anni e ora ce n'è una che ci va vicino, ma da cui non è il caso di prendere esempio

Nel 2024 Sam Altman, capo di OpenAI, raccontò di aver fatto una scommessa con alcuni colleghi imprenditori sull’anno in cui la prima azienda composta da una singola persona avrebbe raggiunto il miliardo di dollari di valutazione. «Sarebbe stato inimmaginabile senza intelligenze artificiali», disse «ma ora succederà».
Da allora l’idea che con l’aiuto di sistemi di intelligenza artificiale (AI) una persona possa arrivare a creare un “unicorno”, cioè una startup con una valutazione miliardaria, si è diffusa molto nel dibattito e, secondo alcuni, è sempre più vicina a concretizzarsi. La scorsa settimana il New York Times ha raccontato un caso piuttosto controverso ma che ci si avvicina molto: quello di Medvi, una piccola società fondata e amministrata dal 41enne statunitense Matthew Gallagher, che dovrebbe concludere l’anno con 1,8 miliardi di dollari di entrate.
Medvi si occupa di vendere farmaci dimagranti di ultima generazione, detti anche agonisti dei recettori GLP-1 (il più noto è l’Ozempic). Si affida a diversi servizi di AI per velocizzare e automatizzare la creazione di contenuti pubblicitari, l’assistenza clienti e l’analisi delle performance delle campagne promozionali. L’azienda è nata nel settembre del 2024 con un investimento di circa 20mila dollari, con cui Gallagher ha pagato l’accesso ad alcuni software, il primo mese di promozione pubblicitaria e l’utilizzo di chatbot come ChatGPT, Claude e Grok, oltre che il generatore di immagini Midjourney.
Medvi ha chiuso l’anno successivo, il 2025, con 400 milioni di dollari di entrate. Nel corso dell’ultimo anno ha però assunto il suo primo dipendente (il fratello del fondatore, Elliot). Oggi l’azienda si avvale anche di altri collaboratori a contratto e ha iniziato a vendere farmaci contro la disfunzione erettile.
Medvi non è la prima azienda di Gallagher: nel 2016 aveva fondato Watch Gang, un servizio per la vendita di orologi, che arrivò ad avere circa 60 dipendenti senza mai diventare profittevole. Dopo la messa online di ChatGPT, alla fine del 2022, Gallagher ha raccontato di aver cominciato a ragionare su come usare quella nuova tecnologia, e che l’occasione arrivò dall’incontro con uno dei fondatori di CareValidate.
CareValidate è una società che fornisce l’infrastruttura digitale per la vendita online di farmaci con prescrizione: non vende direttamente ai pazienti, ma offre la propria piattaforma ad aziende del settore e rivenditori, che la usano per vendere i propri prodotti pagando un abbonamento. Usando CareValidate (e una piattaforma analoga, OpenLoop Health), Gallagher iniziò a vendere farmaci dimagranti affidandosi alle AI per generare e gestire tutta la pubblicità.
Nel giro di pochi mesi Medvi divenne uno dei clienti principali sia di CareValidate che di OpenLoop Health. Il responsabile di CareValidate ha raccontato che pensava che Gallagher avesse «un esercito di persone» che lavorava per lui da qualche parte. In realtà era da solo, aiutato da una dozzina di agenti, sistemi di AI in grado di svolgere azioni anche complesse per conto suo.
Molto di quello che Gallagher ha prodotto con le AI rientra in quello che nel settore viene chiamato slop (“sbobba”), cioè contenuti dozzinali e derivativi generati dalle AI. Nella prima versione del sito di Medvi, per esempio, c’erano immagini ingannevoli di modelle sorridenti generate con l’AI, che avrebbero dovuto rappresentare il risultato di una cura con i farmaci dimagranti, oltre a una serie di riferimenti a testate come Bloomberg e The Times, presentati in modo da suggerire che quei prodotti fossero stati oggetto di articoli giornalistici, quando in realtà Medvi vi era apparso solo come inserzionista (una cosa che viene fatta comunemente, anche in Italia, e senza bisogno dell’intelligenza artificiale).
Il blogger Aakash Gupta ha anche notato che per promuovere se stessa Medvi ha usato metodi fraudolenti, creando ad esempio più di ottocento profili finti su Facebook che si spacciano per medici e promuovono i suoi prodotti. Lo scorso marzo, inoltre, Medvi è stata citata in giudizio in una class action per aver violato le leggi dello stato della California sullo spam nelle sue campagne pubblicitarie via mail.
Altman ha detto comunque di aver vinto la sua scommessa con gli altri CEO, nonostante Medvi sia piuttosto diversa dallo scenario che da tempo viene discusso nel settore tecnologico. Secondo alcuni, infatti, nel futuro a breve termine avremo agenti AI così avanzati da permettere a un aspirante imprenditore di fornire un semplice pitch – la descrizione di un’azienda e della sua missione – e delegare tutto il resto alla macchina. Gallagher non ha fatto niente di simile: continua ad avvalersi di servizi specializzati che si occupano della logistica e dei rapporti con farmacie e medici, e ha semplicemente automatizzato il marketing dei suoi prodotti, peraltro con pratiche poco etiche o addirittura truffaldine.
La sostituzione delle persone con sistemi di intelligenza artificiale è diventato in generale un grosso tema nel settore tecnologico. Negli ultimi mesi diverse grandi aziende, tra cui Meta e Oracle, hanno annunciato licenziamenti motivati almeno in parte dall’adozione crescente di sistemi di AI. Non tutti però concordano con questa versione, e c’è chi ritiene che le AI vengano usate come giustificazione per tagli che hanno cause diverse, come gli eccessivi aumenti di personale nel periodo della pandemia. Secondo l’investitore Marc Andreessen, le AI sarebbero «una scusa perfetta» per snellire l’organico senza dover ammettere di avere problemi interni.
Quel che è certo è che finora i mercati finanziari hanno sempre accolto positivamente questi licenziamenti, portando a un forte rialzo del valore in borsa delle aziende. Ci sono addirittura startup che propongono servizi presentati come in grado di automatizzare il lavoro di molti dipendenti, anche in ambiti specializzati. Una di queste, Artisan, ha fatto discutere per una campagna pubblicitaria, diffusa soprattutto nella zona attorno a San Francisco, in cui invita gli imprenditori a «smettere di assumere umani».



