La Corte di Cassazione ha annullato le condanne nei confronti di 10 agenti del carcere di San Gimignano accusati di tortura

Il carcere di San Gimignano (Google Street View)
Il carcere di San Gimignano (Google Street View)

La Corte di Cassazione ha annullato le condanne nei confronti dei dieci agenti accusati del reato di tortura per le violenze compiute contro un detenuto nel carcere di Ranza, a San Gimignano (Siena), nel 2018: i dieci erano stati i primi agenti della polizia penitenziaria in Italia a essere processati e condannati per il reato di tortura, introdotto nel 2017. Avevano scelto il rito abbreviato, e sia in primo grado che in appello (un anno fa) avevano ricevuto pene tra i 2 anni e 3 mesi e i 2 anni e 8 mesi.

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha ordinato un nuovo processo di appello, accogliendo la richiesta della difesa ma anche quella del sostituto procuratore generale Nicola Lettieri, secondo cui le condanne nei confronti dei dieci agenti erano state decise in «assenza di elementi sufficienti a pervenire alla certa affermazione di responsabilità».

Per le violenze al carcere di San Gimignano erano stati condannati anche altri cinque agenti, in quel caso con rito ordinario, in primo grado a pene tra i 5 anni e 10 mesi e i 6 anni e 6 mesi, ridotte in appello a pene tra i 3 anni e 8 mesi e i 4 anni e 2 mesi. La sentenza della Cassazione che ha annullato le condanne non riguarda loro ma solo i dieci agenti che avevano scelto il rito abbreviato (cioè quello in cui gli imputati vengono giudicati sulla base delle prove raccolte durante le indagini della procura, anziché con il dibattimento, la fase successiva, quella del processo ordinario, in cui c’è il contraddittorio tra accusa e difesa, l’audizione dei testimoni e di eventuali periti).

I fatti risalgono all’11 ottobre del 2018, quando le telecamere di sorveglianza del carcere ripresero gli agenti trascinare fuori dalla cella un ragazzo tunisino detenuto per spaccio, schiacciarlo a terra e pestarlo, per poi trascinarlo di nuovo in un punto non coperto dalle telecamere.