Gli attacchi di Israele in Libano stanno diventando un problema per Trump
Hanno messo in crisi i negoziati sul cessate il fuoco con l’Iran: c’entrano le divergenze tra Netanyahu e governo americano

Gli attacchi di Israele contro il Libano sono diventati negli ultimi giorni il più grosso ostacolo alla riuscita dei negoziati per un cessate il fuoco che cominceranno sabato tra Stati Uniti e Iran. Stanno inoltre mostrando ancora una volta le differenze di obiettivi tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente statunitense Donald Trump.
L’Iran chiede che nel cessate il fuoco temporaneo concordato martedì con gli Stati Uniti sia incluso anche il Libano. Israele si è opposto e negli ultimi giorni ha compiuto gli attacchi in assoluto più devastanti dall’inizio della guerra. Questo ha messo Trump in una posizione complicata: il suo obiettivo, in questo momento, è fare in modo che i negoziati con l’Iran vadano bene, e porre fine a una guerra che per lui è diventata molto scomoda.
Ma questo non è l’obiettivo di Netanyahu, che vuole proseguire i combattimenti quanto meno in Libano e colpire il più duramente possibile la milizia libanese Hezbollah, alleata dell’Iran, che minaccia il confine nord di Israele. Il fatto che gli attacchi si siano intensificati dopo il cessate il fuoco mostra che Netanyahu teme che la guerra possa finire, e vuole approfittare di quelli che potrebbero essere gli ultimi giorni di conflitto per infliggere più danni possibile a Hezbollah.

Un palazzo distrutto a Beirut dopo un bombardamento israeliano, 9 aprile 2026 (AP Photo/Emilio Morenatti)
Le posizioni di Trump e Netanyahu hanno già iniziato a divergere. Giovedì il presidente americano ha chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi di Israele contro il Libano: «Ho parlato con Bibi e ha detto che ci andrà un po’ più piano», ha detto Trump, riferendosi a Netanyahu con il suo soprannome. Più in generale, in questi giorni gli Stati Uniti stanno facendo pressioni su Israele per evitare che le sue operazioni in Libano possano mettere a rischio i negoziati con l’Iran.
Giovedì sera, con una mossa in un certo senso a sorpresa, Netanyahu ha annunciato che intende avviare negoziati con il governo del Libano, per trovare un accordo che comprenda il disarmo di Hezbollah. Hezbollah è una milizia armata molto presente nella vita politica libanese, ma è una cosa diversa dal governo, con cui anzi ha rapporti sempre più conflittuali.
Questo annuncio di Netanyahu può essere interpretato come un tentativo sincero di Israele di rispondere alle pressioni statunitensi e di trovare un accordo con il Libano. Già in passato comunque Israele aveva fatto pressioni e aveva chiesto al governo libanese di occuparsi di Hezbollah, distanziandosene e disarmandolo. Finora però il governo libanese ha risposto solo in parte.
L’annuncio può anche essere interpretato come un modo per Israele di disinnescare le pressioni statunitensi mantenendo però libertà nel continuare ad attaccare Hezbollah. Un negoziato con il governo libanese richiederà giorni anche soltanto per iniziare, e potrebbe durare settimane. Nel frattempo Israele sta continuando ad bombardare con violenza sostenuta. Il negoziato potrebbe diventare in questo senso una copertura per Netanyahu: mostrare da un lato buona fede e dall’altro continuare ad attaccare.
Per questo, nei prossimi giorni, Trump si potrebbe trovare nella condizione di dover scegliere: mettere a rischio il più ampio negoziato con l’Iran o aumentare le pressioni su Netanyahu e costringerlo in qualche modo a rinunciare agli attacchi in Libano.



