L’ong per i diritti umani Memorial è stata dichiarata «estremista» dalla Corte Suprema russa: nel 2022 vinse il Nobel per la Pace

La Corte Suprema russa ha dichiarato «estremista» l’organizzazione non governativa Memorial, che nel 2022 aveva vinto il premio Nobel per la Pace. La decisione impedisce all’organizzazione di operare nel paese ed espone i suoi finanziatori e sostenitori a multe, arresti e procedimenti penali.
Nella sentenza, emessa giovedì durante un’udienza a porte chiuse, i giudici hanno scritto che l’attività di Memorial è «di natura chiaramente anti-russa», perché punta a «violare l’integrità territoriale ed erodere i valori storici, culturali, spirituali e morali» del paese.
Memorial (si pronuncia Memoriàl) fu fondata nel 1989 da Andrei Sacharov (che vinse il premio Nobel per la Pace nel 1975) e da altri attivisti per i diritti umani, in concomitanza con il declino dell’Unione Sovietica. L’intento era documentare e testimoniare i delitti e gli abusi dell’era sovietica, in particolare del periodo stalinista. Negli anni successivi divenne la più grande ong della Russia, aggiungendo alla sua attività di testimonianza e documentazione anche la difesa dei diritti umani e dei prigionieri politici.
Già in passato c’erano stati diversi tentativi di mettere in difficoltà il lavoro dell’organizzazione: nell’aprile del 2022 la sede russa di Memorial era stata chiusa dopo che il regime di Vladimir Putin aveva limitato l’attività delle ong e dei media a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina; nel 2006 ricevette un ammonimento, e nel 2014 fu aggiunta alla lista degli “agenti stranieri”, una formula che per la legge russa indica persone oppure organizzazioni che secondo il governo ricevono fondi dall’estero per svolgere attività antigovernativa.
Tre anni fa Memorial aveva vinto il premio Nobel per la Pace insieme all’attivista per i diritti civili bielorusso Ales Bialiatski e al Centro per le libertà civili ucraino.


