È stato liberato l’ex primo ministro del Nepal, arrestato per la violenta repressione delle “proteste della Gen Z”

Giovedì in Nepal è stato liberato l’ex primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli, che a fine marzo era stato arrestato per la repressione violenta delle proteste del settembre scorso. È accusato di negligenza e di non aver fatto abbastanza per prevenire la repressione delle contestazioni, che furono partecipatissime soprattutto dai giovani (per questo sono conosciute anche come “proteste della Gen Z”, cioè Generazione Z, le persone nate all’incirca fra il 1997 e il 2012) e provocò la morte di oltre settanta persone, oltre a migliaia di feriti.
Sharma Oli ha 74 anni, è in politica da decenni e guidava il Nepal con il Partito comunista nazionale (marxista-leninista unificato). Dopo l’arresto era stato ricoverato per problemi di salute. La Corte suprema del paese ha ordinato il suo rilascio, stabilendo che le indagini sul suo conto potranno comunque andare avanti. Lunedì è in programma che si sottoponga a un intervento chirurgico.
In seguito alle proteste, prima era stato costretto a dimettersi e poi arrestato su indicazione di un’apposita commissione d’inchiesta. Al suo posto è stato eletto l’ex rapper e sindaco di Katmandu Balendra Shah, uno dei leader delle proteste e netto vincitore delle elezioni di marzo. Shah e il partito centrista per cui si era candidato si sono fatti portavoce delle richieste di rinnovamento politico presentate dai manifestanti.
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