Roberto Cingolani non sarà più l’amministratore delegato di Leonardo

Il governo lo ha sostituito alla guida della principale azienda italiana nel settore della difesa con Lorenzo Mariani

Roberto Cingolani ospite della trasmissione Porta a Porta, a gennaio del 2025 (Mauro Scrobogna /LaPresse)
Roberto Cingolani ospite della trasmissione Porta a Porta, a gennaio del 2025 (Mauro Scrobogna /LaPresse)
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Il governo ha deciso di sostituire Roberto Cingolani alla guida di Leonardo, la principale azienda italiana nel settore della difesa, partecipata al 30 per cento dal ministero dell’Economia. Cingolani era amministratore delegato dal 2023. La decisione è stata presa giovedì, quando il governo ha depositato le liste con i nomi per il rinnovo dei consigli di amministrazione di quattro importanti società partecipate dal ministero dell’Economia: oltre a Leonardo, ci sono le società energetiche Enel ed Eni, e l’azienda che gestisce lo spazio aereo italiano, Enav.

C’era molta attesa soprattutto per chi avrebbe indicato per il ruolo di amministratore delegato di Leonardo, sia perché in un momento di guerra l’azienda è ancora più rilevante, sia perché intorno a quello attuale si è creato in questi giorni un caso politico.

Cingolani ha 64 anni ed è un fisico e un manager molto apprezzato nel settore anche per i buoni risultati che ha contribuito a far conseguire all’azienda negli ultimi anni. Era stato anche ministro della Transizione energetica durante il governo Draghi. Nell’ultimo periodo aveva però perso l’appoggio politico di parte del governo, e nei giorni scorsi la notizia di una sua sostituzione aveva fatto scendere il valore delle azioni di Leonardo in borsa. Il governo ha indicato come suo sostituto Lorenzo Mariani, che è già stato dirigente di Leonardo e che ora fa il manager di Mbda, azienda di missili partecipata dalla stessa Leonardo.

I malumori del governo nei confronti di Cingolani ultimamente erano aumentati, nonostante la sua nomina, avvenuta tre anni fa, fosse stata inizialmente sostenuta da Giorgia Meloni e Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. I ministri della Difesa Guido Crosetto e dell’Economia Giancarlo Giorgetti avevano invece espresso qualche dubbio sulla nomina di un fisico, poco pratico sia di politica sia di diplomazia, a capo di un’azienda che vende armi, e al suo posto avevano proposto proprio Lorenzo Mariani. 

Negli anni successivi, tuttavia, Fazzolari ha guardato con crescente sospetto la tendenza di Cingolani a non adeguarsi a tutte le direttive, a non accordare certe sponsorizzazioni, o a rimuovere persone da posti di responsabilità senza prima consultarsi con il governo, per promuovere invece suoi collaboratori più fidati. Ma soprattutto Cingolani aveva proposto con molta disinvoltura ed enfasi progetti di difesa comune europea che prevedevano una maggiore autonomia dell’industria militare europea dagli Stati Uniti, che potrebbero non averli graditi. 

In questi anni, poi, Cingolani aveva suscitato malcontento anche negli ambienti di centrosinistra per aver tolto fondi alla Fondazione Leonardo (che si occupa di promozione della cultura scientifica) presieduta da Luciano Violante, ex magistrato e politico di centrosinistra. Aveva ridotto anche quelli per i progetti seguiti da Marco Minniti, anche lui ex politico di centrosinistra, alla guida della Med-Or Italian Foundation, altra fondazione nata su iniziativa di Leonardo per promuovere le relazioni internazionali tra l’Italia e i paesi del Mediterraneo, quelli orientali e del Sud America.

Sarà sostituito anche il presidente di Leonardo, Stefano Pontecorvo, il cui posto sarà preso da Francesco Macrì, manager che è stato già nel consiglio di amministrazione dell’azienda.

Il governo ha confermato l’amministratore delegato attuale di Eni, Claudio Descalzi, e ha scelto come presidente Giuseppina Di Foggia, che ora ricopre il ruolo di amministratrice delegata di Terna, la società a partecipazione pubblica che si occupa della rete elettrica. Per Enel ha confermato per un nuovo mandato Paolo Scaroni come presidente e Flavio Cattaneo come amministratore delegato. Infine, per Enav ha indicato Sandro Pappalardo come presidente e Igor de Biasio come amministratore delegato.

Le liste contengono l’indicazione di chi saranno con ogni probabilità le persone nominate come presidente, amministratore delegato e consiglieri di amministrazione delle società: queste liste saranno votate dalle assemblee dei soci delle quattro aziende nelle prossime settimane e in cui ci sono anche azionisti che non sono lo Stato, dato che sono quotate in borsa. Il ministero dell’Economia ha comunque quote molto rilevanti, dunque le sue proposte passano quasi sempre.