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  • Giovedì 9 aprile 2026

L’Argentina vuole facilitare le attività minerarie nelle zone dei ghiacciai

Con una legge appena approvata dal parlamento, che secondo gli ambientalisti danneggerà parecchio le riserve idriche del paese

Il ghiacciaio Perito Moreno (Xinhua Li/Ansa)
Il ghiacciaio Perito Moreno (Xinhua Li/Ansa)
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Il parlamento argentino ha approvato una riforma molto contestata dagli ambientalisti che facilita le attività minerarie nelle aree del paese in cui si trovano i ghiacciai. D’ora in poi saranno le province a stabilire gli standard di protezione per i ghiacciai presenti sul proprio territorio, mentre in precedenza erano definiti dall’Istituto argentino per la neve, il ghiaccio e le scienze ambientali. Inoltre, alcune zone intorno ai ghiacciai che prima erano protette potranno non esserlo più, a seconda della loro importanza come riserve idriche.

La riforma è stata fortemente voluta dal presidente argentino Javier Milei, che la considera necessaria per attrarre grandi progetti minerari. Con le nuove regole sarà più facile avviare attività di estrazione di metalli come rame, litio e argento nelle zone ghiacciate delle Ande. L’Argentina è già uno dei principali produttori globali di litio, una materia prima sempre più richiesta sia nel settore tecnologico sia in quello delle energie rinnovabili. La banca centrale argentina ha stimato che le esportazioni del settore minerario potrebbero triplicare entro il 2030. Attualmente il Cile esporta più minerali dell’Argentina: nel 2025 ha ottenuto quasi 60 miliardi di dollari da queste operazioni, 10 volte in più dell’Argentina.

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Secondo le associazioni ambientaliste, la riforma indebolirà le tutele delle risorse idriche fondamentali: gli scavi, oltre a danneggiare parecchio i ghiacciai, consumano tantissima acqua. Secondo l’avvocato ambientalista Enrique Viale la riforma minaccerà l’approvvigionamento idrico del 70 per cento degli argentini.

Mercoledì si sono svolte diverse proteste davanti al Congresso, con cittadini e attivisti: in alcuni casi ci sono stati scontri con la polizia. Sette attivisti di Greenpeace sono stati arrestati dopo aver scalato una statua fuori dal parlamento e aver affisso uno striscione con la scritta «Non tradire il popolo dell’Argentina».

La riforma rappresenta una vittoria per le grandi compagnie minerarie, che nel 2010 avevano tentato di impedire l’approvazione della Ley Nacional de Glaciares, una legge che vietava tutte le attività minerarie e di prospezione nelle regioni glaciali, tutelate in quanto riserve idriche. È anche un successo politico per Milei, il cui governo negli ultimi mesi è stato segnato da scandali legati alla corruzione e da un crescente malcontento sociale dovuto alla situazione economica stagnante.

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In Argentina ci sono 16.968 ghiacciai, che forniscono acqua a 36 bacini fluviali distribuiti in 12 province, dove vivono circa sette milioni di persone. L’acqua derivante dalla fusione dei ghiacciai contribuisce a mitigare gli effetti della siccità, soprattutto nelle province più aride, fenomeno reso sempre più frequente dal cambiamento climatico.

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