Un po’ di cose sui James

Che stanno iniziando il loro tour britannico, e il 4 luglio suoneranno a Peccioli, ospiti del Post

Tim Booth dei James durante il Riot Fest a Chicago, Illinois, il 20 settembre 2025 (Jason Squires/WireImage)
Tim Booth dei James durante il Riot Fest a Chicago, Illinois, il 20 settembre 2025 (Jason Squires/WireImage)
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«Chiedete a Johnny Marr chi è arrivato prima», ha detto di nuovo di recente Tim Booth dei James riferendosi alle antiche riflessioni sulle carriere parallele della sua band e di quella di Marr, gli Smiths, nate entrambe nel 1982. Per via del successo irraggiungibile degli Smiths, i James sono stati spesso citati come loro emuli, ma Booth ci tiene sempre a ricordare la propria indipendenza assieme all’amicizia con Marr e con Morrissey (quest’ultima deteriorata nel tempo).

I James non furono solo un pezzo del formidabile periodo musicale di Manchester negli anni Ottanta, che ebbe sviluppi successivi che compresero i New Order, gli Stone Roses, gli Happy Mondays e molti altri: furono quelli che poi ottennero i maggiori successi di classifica e quelli rimasti in giro a riempire arene fino a oggi, dice sempre Booth.

I James iniziano stasera il tour britannico di questa primavera, che poi proseguirà con una serie di date europee e col concerto di Peccioli, in Toscana, organizzato dal Post all’interno della quarta edizione del festival Le Canzoni. A Birmingham suoneranno in uno spazio da 12mila persone, confermando il grande seguito che la band ha soprattutto nei suoi concerti, in cui Booth da sempre coinvolge molto il pubblico e ci si mescola.

Il nome della band dei James viene da quello del loro bassista e cofondatore, Jim Glennie. Nei loro primi anni entrarono in relazione con la leggendaria società discografica di Manchester Factory Records e finirono in tour con gli Smiths. Il loro successo prese tempo, per i primi anni suonarono soprattutto dal vivo e pubblicarono poco, creandosi una comunità di fan affezionati (la diffusione delle t-shirt dei James è citata da allora come uno dei più ammirevoli risultati di vendita di merchandising, prima che diventasse un pezzo essenziale dei ricavi economici delle band).

Alla fine furono gli anni Novanta a rendere i James una band di successo: una grossa casa discografica, Fontana, pubblicò il loro terzo disco, che andò forte (fu il primo dei loro quattro secondi posti nella classifica britannica dei dischi più venduti: al numero uno sarebbero arrivati col disco del 2024, oltre che con una raccolta nel 1998) e rilanciò una loro canzone di qualche anno prima, “Sit Down”, che sarebbe diventata la loro cosa più famosa e venduta.

A quel punto erano diventati noti anche in molti paesi europei e negli Stati Uniti – dove andarono dapprima in tour con Neil Young e poi ottennero un cospicuo pubblico proprio – e alcuni loro dischi successivi furono prodotti da Brian Eno, musicista e produttore tra i più ammirati del mondo. Andarono ancora forte, con qualche declino alla fine del secolo. Nel frattempo Booth aveva pubblicato un disco col compositore Angelo Badalamenti (quello di Twin Peaks, tra le altre cose) e aveva altri progetti, e nel 2002 decise di lasciare la band. Ci ripensò nel 2007, e i James si rimisero ad affollare concerti in mezzo mondo.

Nel frattempo la band aveva avuto variazioni di formazione e soprattutto arricchimenti, con frequenti estensioni a comprendere anche cori e orchestre. Due anni fa i James hanno tenuto un concerto con questo genere di formazione sotto l’Acropoli di Atene, poi pubblicato in un disco.

Negli ultimi dieci anni il seguito dei James nel Regno Unito e in alcuni paesi europei è rimasto forte (nel 2025 sono tornati in tour negli Stati Uniti): nel 2016 hanno suonato di nuovo a Glastonbury, il maggiore festival musicale europeo, e ancora nel 2024. In Italia hanno suonato l’ultima volta nel 2014: il Post ha creato l’occasione per riportare il loro show a Peccioli, sabato 4 luglio.

Come gli anni scorsi abbiamo lavorato con la Fondazione Peccioliper per mantenere molto accessibili i prezzi dei biglietti, che resteranno di 35 euro per ciascun concerto (il giorno prima canterà Daniele Silvestri), e di 25 euro per abbonati e abbonate del Post (il codice sconto per l’acquisto a prezzo ridotto è nell’area personale, e si potrà usare esclusivamente sul portale Clappit). Il biglietto di qualunque dei due concerti garantirà l’accesso agli altri eventi del Post del weekend, di cui comunicheremo presto il calendario completo. Per maggiori informazioni su come acquistare i biglietti potete visitare questa pagina.

Per ascoltare altra musica dei James, qui ci sono tre playlist composte da Luca Sofri, peraltro direttore del Post, e autore della newsletter Le Canzoni: rock, slow e live.

Qui i biglietti per i James: su Clappit | su TicketOne