Artemis II ha lasciato l’orbita terrestre

E ha iniziato il suo lungo viaggio verso la Luna, spingendosi dove non era più stato nessun umano da più di 50 anni

di Emanuele Menietti

La Terra vista dalla capsula Orion, 3 aprile (NASA)
La Terra vista dalla capsula Orion, 3 aprile (NASA)
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Questa notte l’equipaggio di Artemis II ha lasciato l’orbita terrestre e ha iniziato il proprio viaggio di circa 400mila chilometri verso la Luna. Non succedeva dal 1972, l’anno dell’ultima missione lunare dell’Apollo 17: per oltre cinquant’anni nessun umano si era spinto così lontano dal nostro pianeta intraprendendo una traiettoria verso un altro corpo celeste.

La capsula Orion – che ospita Jeremy Hansen, Victor Glover, Reid Wiseman e Christina Koch – ha acceso il proprio motore all’1:49 del mattino per quasi sei minuti per procedere con l’inserimento translunare. Orion si trovava sul lato opposto della Terra rispetto alla Luna e l’accensione del motore ha prodotto un’accelerazione tale da permettere alla capsula di vincere la forte attrazione dell’orbita bassa e “proiettarsi” verso la Luna.

(NASA)

Senza questa accensione dei motori, Orion avrebbe continuato a girare intorno alla Terra come fanno i satelliti artificiali o la Stazione Spaziale Internazionale. I dati inviati nei minuti seguenti dai sistemi di bordo hanno confermato la perfetta esecuzione della manovra, e il conseguente abbandono dell’orbita terrestre.

Orion ora sta viaggiando verso la Luna per inerzia, quindi con il motore spento. La gravità della Terra continua a influenzarne il moto e a far rallentare la capsula (un po’ come avviene quando si lancia una palla verso l’alto), ma senza il rischio di fermarsi.

All’inizio della prossima settimana entrerà nella sfera d’influenza della Luna e tornerà ad accelerare, grazie all’attrazione lunare. Per girarle intorno gli astronauti non dovranno intervenire più di tanto su Orion, perché sarà la stessa gravità lunare a curvare la traiettoria, evitando che la capsula prosegua il proprio viaggio nelle profondità dello Spazio dopo che l’avrà superata. Orion passerà quindi dietro alla Luna e sarà poi “lanciata” di nuovo verso la Terra, fino a quando la gravità terrestre sarà tale da farla tornare sul nostro pianeta.

La manovra di questa notte è stato un passaggio cruciale per le prossime fasi della missione ed è un momento storico per il programma Artemis, che ha come obiettivo finale il ritorno degli astronauti sulla Luna con le sue future missioni.

Il primo inserimento translunare con astronauti della storia risale alla fine del 1968, quando l’equipaggio dell’Apollo 8 si spinse per la prima volta oltre l’orbita terrestre.

Per la prima volta Homo sapiens si allontanava dal pianeta su cui si era evoluto per raggiungere un altro corpo celeste, che aveva da sempre osservato in cielo. Apollo 8 dimostrò che si poteva raggiungere la Luna e aprì la strada alle missioni successive, con l’allunaggio nell’estate del 1969 grazie alla missione Apollo 11.

Frank Borman, James Lovell e William Anders, cioè gli astronauti dell’Apollo 8, furono i primi umani a osservare a grande distanza la Terra, e a fotografarla mentre appariva come se stesse sorgendo dietro alla Luna. Quell’immagine, poi chiamata “Earthrise” (“Sorgere della Terra” in inglese), divenne il simbolo della nuova frontiera delle esplorazioni spaziali aperta con il programma Apollo. Era la prima fotografia a colori del nostro pianeta scattata direttamente da un umano mentre era nelle vicinanze di un altro corpo celeste.

“Earthrise”, dall’Apollo 8 (NASA)

Negli anni “Earthrise” sarebbe diventata una dei simboli più importanti per l’ambientalismo mondiale, mostrando la Terra come un luogo di cui prendersi cura.

Nei prossimi giorni anche l’equipaggio di Artemis II punterà le proprie videocamere e fotocamere verso la Terra, per osservarla da una prospettiva diversa e che richiama quella del 1968. Quattro anni dopo, Apollo 17 fu l’ultima missione a lasciare l’orbita terrestre verso la Luna. E ha mantenuto il proprio primato fino a oggi, quando una piccola capsula spaziale sospesa sopra al nostro pianeta ha acceso i motori per lasciarlo.