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  • Mercoledì 1 aprile 2026

Due colpi di fucile e un ragazzo morto: la notte dell’isola di Cavallo

Il 17 agosto 1978, durante una lite, Vittorio Emanuele di Savoia sparò due colpi con un'arma da guerra colpendo il diciannovenne Dirk Hamer, che morì 111 giorni dopo

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Nella notte tra 17 e 18 agosto 1978 davanti all’isola di Cavallo, al largo della Corsica, un colpo di fucile colpì all’inguine un ragazzo di 19 anni che stava dormendo su una barca. Quel ragazzo si chiamava Dirk Hamer, era tedesco. Morì 111 giorni dopo in seguito alla ferita, dopo aver subito l’amputazione della gamba andata in cancrena.
A sparare quella notte, con un fucile semiautomatico da guerra, era stato un italiano molto famoso: il principe Vittorio Emanuele, discendente dei Savoia, pretendente al trono d’Italia. Lui stesso ammise, subito dopo il fatto, di aver sparato due colpi, durante una lite con un ragazzo italiano. Disse di essere molto dispiaciuto per ciò che era accaduto.
Poi, con il tempo, cambiò versione, affermò che qualcun altro aveva sparato e che, anzi, era lui il reale bersaglio di quei colpi.
Vittorio Emanuele fu processato a Parigi e venne assolto.

Le due nuove puntate di Indagini raccontano di quella notte, che cosa accadde prima e dopo quei colpi di fucile. E poi degli anni successivi, fino al processo, molti anni più tardi. Di come le indagini furono superficiali, di come una pistola sparì e riapparve e di come testimoni di quegli eventi non collaborarono mai con la giustizia francese. Un altro testimone apparve dal nulla, al processo, e disse di aver saputo che non era stato il principe a sparare al ragazzo. Poi si inchinò e baciò la mano di Vittorio Emanuele.

Anni più tardi, in carcere per un’altra vicenda, non sapendo di essere registrato, il Savoia tornò ad assumersi la responsabilità di ciò che era accaduto e disse, parlando del processo: «Li ho fregati».

Ma questa è anche una storia di denunce per diffamazione, di richieste di diritto all’oblio, di avvocati monarchici. E di una pseudocura contro il cancro inventata dal padre del ragazzo ucciso, Geerd Hamer, di altre tragedie, di altre morti e di altri processi.