Per la prima volta alcuni deputati di destra non hanno votato la fiducia al governo Meloni: c’entra Roberto Vannacci

Martedì alla Camera alcuni deputati di destra non hanno votato la fiducia al governo di Giorgia Meloni, anch’esso di destra. È la prima volta da quando si è insediato che una parte della maggioranza si sfila da votazioni così importanti, ed è successo in un momento di grave difficoltà per il governo, alle prese con le conseguenze della guerra in Medio Oriente e con la sconfitta al referendum sulla giustizia. È notevole che a non votare la fiducia siano stati in particolare i deputati che hanno aderito al nuovo partito di estrema destra Futuro Nazionale, fondato dall’europarlamentare Roberto Vannacci, il quale recentemente è uscito dalla Lega e che da allora ha adottato posizioni molto critiche nei confronti del governo.
L’occasione è stata la conversione in legge del cosiddetto “decreto bollette”, un decreto-legge approvato dal governo sui costi dell’energia, e su cui aveva posto la questione di fiducia. La questione di fiducia viene messa dal governo su misure che reputa importanti, a cui lega di fatto la sua stessa sopravvivenza: in teoria se la fiducia non passa un governo dovrebbe dimettersi, ma ormai è una pratica di cui i governi abusano per accelerare la votazione su un provvedimento ed evitare lunghe discussioni in aula su singoli emendamenti.
La questione di fiducia mantiene comunque un significato politico: il fatto che deputati che un tempo sostenevano il governo abbiano smesso di farlo suggerisce che il partito di Vannacci si voglia mettere di fatto all’opposizione, come si era già intuito, e sia quindi pronto a fare campagna elettorale contro i partiti al governo in vista delle prossime elezioni politiche, nel 2027. Tra le ragioni con cui Futuro Nazionale ha motivato il voto contrario c’è il fatto che non ci sono risorse per misure che contrastino in modo efficace i rincari dei carburanti e i futuri aumenti delle bollette (del resto era stato approvato prima dell’inizio della guerra): nella retorica di Vannacci le risorse ci sarebbero anche, se solo il governo non avesse continuato per anni a finanziare la resistenza dell’Ucraina contro la Russia (questo è stato anche il tema su cui ha più insistito Vannacci per distaccarsi dalla Lega).
I deputati in questione sono tre, dunque non in grado di mettere in difficoltà il governo, che in questa occasione ha ottenuto la fiducia con 203 voti a favore, 117 contrari e 3 astenuti. I deputati di Futuro Nazionale sono Rossano Sasso, Edoardo Ziello e Emanuele Pozzolo. Quest’ultimo peraltro era stato espulso dal gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia, il partito di Meloni, per la vicenda dello sparo a una festa di Capodanno in provincia di Biella a cui partecipò nel 2024, e per cui è stato infine condannato a un anno e tre mesi per porto abusivo di armi. Pozzolo si è sempre lamentato pubblicamente di non aver ricevuto sostegno dal partito.
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